Sale il contagio, cala il rischio: perché nessuna Regione va in giallo

I primi dati del monitoraggio dopo il cambio dei parametri per la mappa dei colori

Sale il contagio, cala il rischio: perché nessuna Regione va in giallo

Il contagio continua a salire ma cala invece il rischio e nessuna Regione diventa per il momento gialla. Come si legge nella bozza del monitoraggio settimanale relativo al periodo 12-18 luglio del ministero della Salute e dell’Iss, l’Istituto superiore di sanità, riguardante l’andamento dei contagi derivanti dal Covid-19:“Nessuna Regione o provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica".

Nessuna Regione gialla

Il perché è presto detto. Infatti, al momento “il tasso di occupazione in terapia intensiva è stabile al 2%, con un lieve aumento nel numero di persone ricoverate che passa da 157 (13/07/2021) a 165 (20/07/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale rimane al 2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in lieve aumento 1.128 (13/07/2021) a 1.194 (20/07/2021)".

Questa settimana sono 19 le Regioni classificate a rischio moderato e due, Basilicata e Valle D'Aosta, a rischio basso per quanto riguarda il contagio. Quindici Regioni riportano allerte di resilienza, ma nessuna riporta molteplici allerte di resilienza. In forte aumento invece il dato sull'incidenza. Secondo quanto si legge nella bozza l'indice è salito a 41 casi ogni 100mila abitanti, mentre la scorsa settimana era a 19. Nell'ultima settimana "si osserva un forte aumento dell'incidenza settimanale a livello nazionale con evidenza di aumento dei casi diagnosticati in quasi tutte le Regioni/PPAA", e con la trasmissibilità sui soli casi sintomatici e su quelli ospedalizzati che risulta essere sopra la soglia epidemica. Nonostante questo "l'impatto della malattia COVID-19 sui servizi ospedalieri rimane minimo con tassi di occupazione e numero di ricoverati in area medica e terapia intensiva sostanzialmente stabili".

Il tracciamento e l'Rt

I casi rilevati nell’ultima settimana, che non è stato possibile associare a catene di trasmissione, sono raddoppiati: 4.997 contro i 2.408 della settimana precedente. A conferma che il tracciamento non procede è il fatto che la percentuale dei casi rilevati attraverso la ricerca dei contatti è scesa ancora: 30% contro il 31% della scorsa settimana. In diminuzione anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi, 44% contro 46%. Infine, il 26% è stato diagnosticato attraverso l’attività di screening.

A livello nazionale l'indice Rt è passato a 1,26, in aumento rispetto alla settimana precedente e ha superato la soglia di 1. L'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è riferito al periodo compreso tra il 30 giugno e il 13 luglio e, come si legge nel Report, si osserva in maniera analoga un aumento dell'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero, Rt 1.16 al 13 luglio rispetto allo 0.97 della settimana precedente. Il Report sottolinea che "la elevata proporzione di soggetti giovani e asintomatici evidenziata dai dati epidemiologici pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità va considerata nella lettura di queste stime di trasmissibilità".

La variante Delta è prevalente

Nella bozza si legge inoltre che la diffusione della variante Delta è in aumento in Italia ed è ormai prevalente anche nel nostro Paese. “Questa variante sta portando ad un aumento dei casi in altri paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi". Secondo il report, la priorità in questo momento è riuscire a raggiungere una elevata copertura vaccinale e di completare i cicli di vaccinazione in tutti i soggetti fragili, in particolar modo nelle persone che rischiano di sviluppare una malattia grave. E anche per ridurre la circolazione virale e l'eventuale recrudescenza di casi sintomatici sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità. Nella bozza viene anche riportato che “sulla base dei dati e delle previsioni Ecdc della presenza di focolai causati dalla variante virale delta in Italia e delle attuali coperture vaccinali, è opportuno mantenere elevata l'attenzione, così come applicare e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale".

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