Sardegna, 136 algerini sbarcano in poche ore: tra loro un pregiudicato

Tutti uomini di età compresa tra i 20 e 30 anni in ottima salute e solo una donna: tra gli approdi anche un pregiudicato condannato al carcere per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga, tale Hamade Nabil

Pericoloso incremento di sbarchi di algerini sulle coste della Sardegna, lungo la oramai celeberrima rotta che dagli inizi del 2020 sta portando nel nostro Paese la percentuale più ampia di immigrati clandestini, tra cui anche pregiudicati per precedenti reati.

Complessivamente, tra martedì 14 gennaio e stamani, venerdì 17 gennaio, sono stati 136 gli algerini approdati sulle spiagge del Sulcis-Iglesiente. Ciò che colpisce, ancora una volta e nonostante i continui bombardamenti mediatici sul tema, è che solo una donna sia compresa tra le oltre centinaia di nordafricani arrivati nelle ultime ore.

Le modalità di sbarco seguite dagli immigrati clandestini in Sardegna sono sempre le medesime, così come la conclusione delle pratiche a seguito delle faticose ed osteggiate fasi di identificazione da parte delle autorità locali.

I primi approdi si sono registrati tra martedì notte e mercoledì mattina, quando ad arrivare sono stati 31 nordafricani. Il primo barchino è stato individuato intorno alle 20 al largo di Sant'Antioco: 9 algerini in quel caso, fermati dalle forze dell'ordine e quindi condotti dopo le consuete visite mediche presso il centro d'accoglienza di Monastir. Alle 8 del mattino seguente, mercoledì 15 gennaio, altri 22 immigrati clandestini sono stati fermati a Cala Sapone dagli uomini del commissariato di Carbonia e dai carabinieri del comando locale. Individuati i due natanti a bordo dei quali gli stranieri erano arrivati, gli uomini in divisa li hanno poi condotti all'interno della medesima struttura.

Tra la tarda serata di mercoledì e giovedì mattina altri 61 nuovi arrivi, suddivisi almeno in 4 differenti sbarchi. I primi ad esser individuati dalle forze dell'ordine sono stati 5 nordafricani, segnalati nell'isola di Carloforte: fermati ed identificati sono finiti nel centro d'accoglienza di Monastir, così come i connazionali trovati poche ore più avanti.

Il secondo gruppo ad essere intercettato, su due barchini al largo di Capo Teulada, era composto da 22 algerini, scortati al porto da una motovedetta della guardia di finanza e poi affidati alle cure di polizia e carabinieri di Carbonia.

Nelle prime ore di giovedì altri 15 a Sant'Antioco oltre ad altri 19 a Carloforte, in località Giunco.

Stamattina, invece, altri 44 algerini, fermati nella zona di Sant'Anna Arresi. I primi 24 clandestini sono arrivati a bordo di un unico barchino, poi dato alle fiamme prima di approdare a terra in località Porto Pinetto. Stessa zona anche per il secondo sbarco: altri 20 connazionali dei primi fermati, tutti uomini di età compresa tra i 25 e i 30 anni in condizioni di salute ottimali.

Tra i fermati, per la precisione i 5 individuati a Carloforte mercoledì in tarda serata, anche un pregiudicato. Si tratta dell'algerino 48enne Hamade Nabil, condannato nel 2017 dal tribunale di Bologna ad 1 anno, 8 mesi e 17 giorni di pena da scontare in carcere. Per lui l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Il nordafricano, che si era dato alla macchia, ha provato così a rientrare nel nostro paese dalla Sardegna, sfruttando quella che ad oggi a tutti gli effetti continua ad essere la rotta più battuta e comoda, nonostante i numerosi allarmi lanciati dalle autorità e dai politici locali.