Le Sardine sul virus: "Contro disinformazione unica mascherina utile è quella della cultura"

Il gruppo, che aveva già lanciato la campagna #Nonfarticontagiare, nelle ultime ore in cui sono stati accertati diversi casi nel Paese hanno dichiarato: "L'antidoto da trovare è sicuramente scientifico, ma noi cerchiamo di portare avanti un antidoto culturale, necessario in questo momento di panico mediatico"

Le Sardine sul virus: "Contro disinformazione unica mascherina utile è quella della cultura"

Sul coronavirus, il cui numero di contagi è salito nelle ultime ore, arrivando anche a Torino e a Milano, sono intervenute anche le Sardine, le quali hanno voluto lanciare la campagna #Nonfarticontagiare. Il coordinamento gruppo 6000 Sardine, spiegando ad Adnkronos la motivazione di questa inziativa, ha fatto sapere: "L'antidoto da trovare è sicuramente scientifico, ma noi cerchiamo di portare avanti un antidoto culturale, necessario in questo momento di panico mediatico".

"Una mascherina utile? Quella della cultura"

Il gruppo ha lanciato la campagna nelle scorse settimane con l'intento di portare un'azione "contro la #disinformazione". E se per le Sardine la prevenzione è utile, lo è anche la conoscenza: "Contro la #disinforazione, l'unica mascherina utile è quella della #cultura". E alla domanda se, a distanza di qualche settimana e con le prime vittime del coronavirus anche in Italia, l'invito è ancora valido, le Sardine non sembrano avere dubbi.

"Basta discriminazione"

"È sempre più necessario portare avanti questa sensibilizzazione. La cultura non risolve il problema del coronavirus, le istituzioni stanno facendo la loro parte, dando consigli e indicazioni importanti che vanno seguiti", hanno specificato dal movimento. E poi aggiungono: "Certamente bisogna ascoltare la scienza, ma noi parliamo di discriminazione, attualmente, nei confronti di persone dai tratti somatici asiatici. Questo l'Italia non può permetterselo".

L'aggressione a Torino

In queste ore, a Torino, si è registrata un'altra aggressione ai danni di una cittadina di origine asiatica. Il fatto è accaduto in via Cernaia, nel capoluogo piemontese, dove una donna di 40 anni è stata prima insultata da una coppia e poi picchiata. E dopo essere andata in ospedale per le medicazioni, la donna ha denunciato l'episodio alle forze dell'ordine. I medici, per lei, hanno stabilito qualche giorno di prognosi, a causa dei calci e dei pugni ricevuti. Intanto, gli agenti del commissariato Dora Vanchiglia hanno avviato le indagini per identificare gli aggressori (che sarebbero un uomo e una donna). In base a quanto raccontato dalla vittima, che vive in Italia da più di vent'anni, e secondo quanto ricostruito dalla polizia, i due le avrebbero detto: "Vai via da Torino, hai il virus".

Un'altra coppia di cinesi aggredita

All'inizio del mese di febbraio, altri due cittadini cinesi sono stati oggetto di violenza fisica e verbale nel capoluogo piemontese. La coppia sarebbe stata avvicinata da due italiani che prima li avrebbero offesi per la loro nazionalità, accusandoli di diffonere il coronavirus, e poi li avrebbero colpiti con una bottiglia di vetro rotta. L'aggressione si sarebbe consumata mentre i due facevano rientro dal lavoro, vicino al garage della loro abitazione.

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