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Steve Bannon attacca ancora il Papa per l'accordo con la Cina

Steve Bannon, durante un incontro tenutosi ieri a Roma, ha criticato l'"accordo provvisorio", quello sulla nomina dei vescovi, stipulato in autunno tra Santa Sede e Pechino

Steve Bannon attacca ancora il Papa per l'accordo con la Cina

Se c'è una sfaccettatura del pontificato di papa Francesco che a Steve Bannon proprio non piace, quella ha le sembianze dell'"accordo provvisorio" sulla nomina dei vescovi stipulato tra il Vaticano e la Repubblica popolare cinese lo scorso autunno.

La Santa Sede ha ponderato cosa fare per anni. Pure Benedetto XVI, secondo un'interpretazione della celebre Lettera ai cattolici cinesi, ha espresso da pontefice una volontà tesa alla pacificazione delle relazioni diplomatiche tra la Chiesa cattolica e l'esecutivo di Pechino. Si discute ancora del significato di quel testo. Il cardinale Zen l'ha letta in maniera diversa. Fatto sta che le due parti, grazie alla abilità diplomatica del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e alla stretta volontà del Romano Pontefice, hanno stipulato un trattato che andrà verificato nel tempo. Due sono gli anni previsti per accertarsi del funzionamento del patto. Sì, ma cosa dispone questo "accordo provvisorio"?

È proprio questa la domanda che l'ex guru di Donald Trump ha rivolto al Santo Padre mentre, per la seconda volta in poche settimane, si trovava a Roma. Dopo la visita del mese scorso, che ha avuto luogo pure per via del summit di prevenzione sugli abusi ai danni dei minori e degli adulti vulnerabili convocato dall'ex arcivescovo di Buenos Aires, l'ex sratega della Casa Bianca si è recato nella Capitale italiana per partecipare a un confronto pubblico organizzato da Lettera22.

Secondo quanto si apprende sull'Adnkronos, Bannon ha dichiarato che Jorge Mario Bergoglio ha "firmato un accordo segreto col governo più odioso del mondo". Il giudizio è tanto negativo quanto diretto: "Una svendita dei martiri cristiani della Cina". Da sovranista, l'uomo che ha coordinato l'ultima parte della campagna elettorale che ha portato The Donald alla Casa Bianca, ha individuato nella Cina un avversario, se non l'avversario, geopolitico. È normale, quindi, che non veda di buon occhio l'avvicinamento tra il "dragone" e il papato. Ma il pensiero di Bannon, lo ha aggiunto egli stesso, è quello di un "cattolico praticante".

L'ex direttore esecutivo di Breitbart News ritiene pure che sullo sfondo del viaggio in Italia di Xi Jingping ci sia il Vaticano. Ma il leader cinese e il papa non dovrebbero incontrarsi. Il presidente della Repubblica popolare cinese, stando alle anlisi che vengono fatte, pensa di essersi sbilanciato abbastanza contraendo l'"accordo provvisorio". L'ideologo del "nuovo secolo cinese" ritiene sufficiente quanto stabilito nell'autunno del 2018. Per questo, nonostante la disponibilità delle gerarchie ecclesiastiche, dovrebbe concludere la sua visita nel Belpaese senza passare da piazza San Pietro.

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