Uomo, 63 anni e lievi sintomi, ecco l'identikit del contagiato medio

Un report dell'Istituto Superiore della Sanità ha messo in luce che sono gli uomini i più esposti alla pandemia: il 60% dei positivi è maschile così come il 70% dei deceduti. Addirittura, sotto i 40 sono morti soltato uomini. Il perchè, forse, ha una motivazione genetica

Uomo di 63 anni con lievi sintomi e residenza (o domicilio) in Lombardia: è questa la "carta d'identità" del contagiato medio italiano che emerge incrociando i dati sulla diffusione del Coronavirus. In altre parole, quasi il 60% tra i positivi è di sesso maschile ed il 60,5% è asintomatico o con pochi sintomi. In più, in questa triste classifica, la maggioranza (42%) vive in Lombardia.

Come riporta IlMessaggero, l'ultimo report dell'Istituto Superiore della Sanità conferma che gli uomini si ammalano e muoiono più delle donne e, sotto i 40 anni, sono morte soltanto persone di sesso maschile. "Probabilmente la spiegazione è in una differenza genetica, nell' espressione di alcuni ricettori diversificata nel genoma femminile. Però è solo un'ipotesi", ha affermato Fabrizio Pregliasco, virologo dell' Università degli Studi di Milano.

Il 70% dei deceduti è un uomo

Andando a leggere i numeri, sempre più consolidati, si nota che l'età media, generale, di chi muore con il Coronavirus è di 79,5 anni e gli uomini rappresentano il 70% dei deceduti: finora, sotto i 40 anni si sono avute soltanto morti maschili, tra i 50 e i 59 il 75%,, tra i 60 e i 69 anni è l'82%, tra i 70 e i 79 anni il 77,6%, tra gli 80 e gli 89 del 66,5% mentre, sopra i 90, del 54,5%.

Muiono anche i giovani

Per quanto riguarda, inveve, i positivi da Covid-19, l'età media è di 63 anni ed il 25% ha meno di 50 anni. Ma, i tamponi, vengono eseguiti solo su chi presenta i sintomi, potenzialmente potrebbero essere molti di più i contagiati sotto i 50 anni che stanno bene e svolgono regolarmente la loro vita. Anche se in percentuale minore, nemmeno i giovani devono abbassare la guardia e sentirsi invulnerabili visto che "sono 17 i pazienti deceduti di età inferiore ai 50 anni - ha dichiarato l'Iss - in particolare, 5 di questi avevano meno di 40 anni ed erano tutte persone di sesso maschile con gravi patologie pre-esistenti (cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete e obesità)".

Generazioni a confronto

In questa lotta quodiana alla pandemia, ad avere la peggio sono soprattutto le persone più al di là con gli anni: il 42,5% delle vittime si trova nella fascia di età compresa tra 80 ed 89 anni e ben l' 87,7% delle vittime ha più di 70 anni. In pratica, sotto i 50 anni è morto "soltanto" lo 0,8%.

I sintomi

Se, di solito, la media dei giorni che trascorrono tra i primi sintomi ed il decesso è otto, nella grande maggioranza dei casi (77%), la malattia si manifesta con la febbre e con la dispnea (difficoltà a respirare, presente nel 74% dei pazienti). La tosse riguarda il 44% dei casi, la diarrea il 7% e l' emottisi il 4%. Le complicanze più comuni sono l' insufficienza respiratoria (praticamente in tutti, visto che è stata segnalata nel 97,2% dei pazienti deceduti), miocardico acuto (l'nfarto, 10,8%) e sovrinfezione (10,2%). La terapia più frequente è stata quella antibiotica (83%).

Meno dell'1% è senza patologie

Il report illustra un altro dato significativo: quasi tutti coloro che sono morti avevano patologie precedenti, anche se, ovviamente, ciò non cambia di una virgola l'emergenza che stiamo affrontando. "Solo lo 0,8% dei pazienti deceduti presentava zero patologie, il 25,1% ne aveva una, il 25,% ne aveva 2, il 48,5% ne aveva tre o più di tre", spiegano dall'Istituto Superiore di Sanità.

Ma, esattamente, quali sono queste patologie pre-esistenti di coloro che hanno perso la battaglia contro il Covid-19? La ricerca dell'Iss ha portato alla luce che il 76,6% aveva un'ipertensione arteriosa, al secondo posto ci sono i malati di diabete (35,5%), al terzo chi soffriva anche di cardiopatia ischemica (33%). A seguire, il 24,5% con fibrillazione atriale, il 20,3% con un cancro negli ultimi cinque anni ed il 18% con insufficenza renale cronica.

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Commenti

killkoms

Gio, 19/03/2020 - 11:43

Può essere di consolazione?

bernardo47

Gio, 19/03/2020 - 12:16

attenersi scrupolosamente alle disposizioni ricevute!

Popi46

Gio, 19/03/2020 - 12:16

Da sempre sappiamo che il genere maschile è più fragile a fronte di patologie organiche, tant’ è vero che la vita media è da sempre più lunga per le femmine, ergo il perché scientifico deve essere trovato nella genetica. Per quello filosofico si potrebbe aprire una discussione....

cecco61

Gio, 19/03/2020 - 13:53

@ Popi46: più che genetica direi la differenza di sesso, come già fatto notare da molti studiosi (e malgrado i fenomeni ci vogliano far credere che siamo uguali).Le donne, fino alla menopausa, producono estrogeni (produzione che cessa dopo la menopausa), che le proteggono da malattie cardiovascolari e altro. Infatti, guardando le percentuali, la maggioranza degli uomini è significativa fino ai 50 anni, inizia a calare con l'avanzare dell'età per poi pareggiare sopra i 90 anni.

Ritratto di ConteRaffaelloMascetti

ConteRaffaelloM...

Gio, 19/03/2020 - 14:00

Io eviterei questo terrorismo continuo sul fatto che "muoiono anche i giovani". Mi risulta che sotto i 60 anni muore solo lo 0,2%. E tutti con gravi patologie pregresse. Comunque la situazione è gravissima perché siamo un paese di anziani malati. E questo virus li uccide.

necken

Gio, 19/03/2020 - 14:17

le statistiche ufficiali dovrebbero specificare i morti con Covid19 da quelli morti solo per mottivi legati al Covid 19. Se i morti maschi sono di più è anche perche facciamo una vita più sregolata (fumo ed alcol...)e ci curiamo di meno rispetto alle donne; questo vale per le generazioni più anziane, mentre quelle più giovani, entrambi i sessi si comportano allo stesso modo

Andrea_Berna

Gio, 19/03/2020 - 14:19

È del tutto evidente che la pressione alta non ammazza nessuno, per il solo fatto di avere una polmonite. D'altra parte è scientificamente provato, da uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista "The Lancet" che i comuni farmaci contro la pressione alta danno una grossa mano al virus, rendendogli disponibile una quantità molto maggiore di recettori. In altre parole, prendere quei farmaci aumenta esponenzialmente il rischio di morire di coronavirus. Peccato che quei farmaci siano una miniera d'oro per le compagnie farmaceutiche. Ragion per cui, di questa correlazione non si parla quanto si dovrebbe.

LUCATRAMIL

Gio, 19/03/2020 - 16:42

tutti parlano degli asintomatici e dei positivi sommersi: ma nessuno chiarisce se e quando un asintomatico guarisce (o non guarisce mai??). C'è per caso qualcosa da prendere per dare un colpetto al virus mentre si è asintomatici?