Valentina Pitzalis rischia il processo: il marito morì prima del rogo

Svolta decisiva nel caso di Manuel Piredda, il muratore sardo che morì nel corso di un incendio che devastò il volto dell'ex moglie Valentina Pitzalis

Gli avvocati Stefano Marcialis e Flavio Locci sono i legali della famiglia di Manuel Piredda. Il giovane morì nella sua casa a Bacu Abis (frazione del comune di Carbonia, nel Sud Sardegna) la notte tra il 17 e 18 aprile 2011. Quella sera, nell'abitazione era presente anche Valentina Pitzalis, ex moglie del 27enne, di professione muratore. L'avvocato Marcialis ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni che potrebbero dare una svolta decisiva lla'inchiesta sulla morte di Manuel: "I consulenti di Valentina Pitzalis non hanno assolutamente ribaltato quello che è emerso in maniera granitica dalle perizie disposte dal giudice. Sono stati posti dubbi sulle metodologie e non sono state fatte critiche costruttive. Ci aspettiamo quindi che il pubblico ministero eserciti l'azione penale e chieda il rinvio a giudizio di Valentina Pitzalis".

Valentina Pitzalis, da sempre ritenuta un simbolo, l'ennesima vittima della violenza sulle donne, è al momento indagata per l'omicidio dell'ex marito. La 35enne ha sempre detto che con la morte di Manuel Piredda non c'entra nulla. Come leggiamo da Giallo, di recente è terminato l'incidente probatorio nel corso del quale sono state assunte svariate prove. Nelle prossime settimane, la Procura di Cagliari dovrà esprimersi se archiviare il caso, far proseguire l'inchiesta o chiedere il rinvio a processo per Valentina.

Il dubbio sta tutto sulle analisi effettuate sul corpo di Manuel Piredda: se è vero che sul cadavere non siano presenti effettivamente segni che possano far pensare ad un omicidio, è risultato che il muratore sia morto prima che le fiamme spigionatesi nella sua abitazione potessero bruciarlo. Un'importante scoperta fatta dai periti del giudice per esclusione, che potrebbe portare le indagini ad un'importante evoluzione.

L'ipotesi è che il giovane sia deceduto prima che l'incendio divampasse, in quanto l'autopsia non ha rinvenuto eventuali tracce di fumo nei polmoni e nella milza. Quindi, Manuel avrebbe già perso la vita quando era stato raggiunto, almeno parzialmente, dalle fiamme. Secondo quanto affermato invece dal consulente della Procura, le dinamiche della morte sarebbero completamente diverse: il ragazzo sarebbe stato soffocato dai vapori veleniferi di cianuro sprigionatisi nel corso del rogo. Toccherà al giudice ora fare chiarezza sulla questione.