Milano, via delle Pioppette, una manciata di tavoli e parecchie bottiglie. È la formula di Burbero, il nuovo locale inaugurato ieri con cui Eugenio Boer e Carlotta Perilli allargano il piccolo universo costruito attorno a Bu:r, il loro ristorante di via Mercalli. Questa volta però l’alta cucina resta sullo sfondo: Burbero è soprattutto un wine bar con cucina, pensato per bere bene e mangiare qualcosa senza affrontare liturgie gastronomiche.
Lo spazio, progettato da KICK.OFFICE, misura appena 40 metri quadrati e conta 16 coperti. Al centro c’è il bancone, la cucina è a vista e una parete mette subito in chiaro l’argomento principale: il vino. La selezione guarda soprattutto a piccoli produttori, territori e vignaioli, con etichette scelte più per personalità che per notorietà.
La cucina segue la stessa strada. Pochi piatti, prodotti stagionali, salumi e formaggi, preparazioni adatte anche alla condivisione. Boer non rinuncia naturalmente a qualche firma più personale, come il macaron di piccione, ma l’idea è evitare di trasformare l’aperitivo in un menu degustazione travestito. Lo scontrino medio previsto è intorno ai 30 euro.
Burbero è anche un nuovo capitolo della storia professionale e personale di Boer e Perilli. Lui, origini olandesi e liguri, ha costruito un percorso molto personale passando anche dalle cucine di Arnolfo e del St. Hubertus di Norbert Niederkofler, prima dell’esperienza milanese di Essenza e dell’apertura di nel 2018. Lei arriva invece dal mondo della comunicazione, poi diventato sala, accoglienza e gestione: maître e socia, ha costruito con Boer un ristorante nel quale cucina e servizio procedono insieme. Ora la coppia prova una strada più agile.
Burbero apre dal martedì al sabato dalle 18 a mezzanotte e la domenica dalle 11 alle 21. I posti sono solo 16.
