È un simbolo della cultura dell’Europa dell’Est ed è stata perfino un problema sociale ai tempi dell’Unione Sovietica. Eppure, la vodka - letteralmente acquetta, in maniera vezzeggiativa - da tempo non è più confinata alla Cortina di Ferro e alla Scandinavia. Complice la sua relativa facilità di produzione, che prevede cereali, acqua e un alambicco di qualsiasi foggia e tecnologia, la vodka si è diffusa velocemente, anche per ragioni economiche: chi avvia una distilleria ha bisogno di prodotti pronti da vendere subito, senza maturazione in legno. E dunque spesso la vodka (e il gin) aiutano ad avviare anche le aziende che producono whisky. Ad ogni modo, la vodka è solidamente presente anche in Italia, e come spesso accade si cerca di trovare una via italiana a un distillato nato nel grande Nord. Il focus, in un Paese ad alto tasso di biodiversità - è spesso sulla materia prima. È il caso di Occitan Bordiga (29 euro), che oltre al grano italiano utilizza anche patate rosse, che danno alla vodka una texture particolarmente setosa. Anche Adras Pure Sardinia (28 euro) punta sul frumento varietà Bologna, distillato tre volte in alambicco discontinuo per una vodka che unisce buon corpo e purezza di sentori. Sempre più comune la scelta di valorizzare le eccellenze locali: Granaio (39 euro) è la cugina del celebre gin Ginepraio e utilizza solo grano tenero biologico coltivato in Val d’Orcia, mentre Altamura (30 euro), giudicata miglior vodka italiana nel 2022 è nata dall’idea di tre imprenditori americani, punta sul grano duro pugliese.
Poi certo, ci sono le sperimentazioni: da Evya La Valdotaine (36 euro), che utilizza farro di montagna tostato, inserendo pure una spiga nella bottiglia con una scelta di marketing molto anni 80, alla Giovi premium (49 euro), distillata in Sicilia con caldaie a fuoco diretto a partire da un mix di cereali appositamente studiato, fino alle tante aromatizzate: ne segnaliamo una, la Vodka ai luppoli umbri (25 euro) di Farchioni. Insomma, senza pretesa di essere enciclopedici, ce n’è abbastanza per dire che una via italiana alla vodka, per qualsiasi cocktail ci venga in mente, finalmente c’è. Basta esplorare per credere.
