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Cucina

I vini “Pievalta” Federico II e Castelli di Jesi

Fondata da un mago dell’enologia come Silvano Brescianini, vale il viaggio solo per stappare una bottiglia di “San Paolo”

Pievalta

Da quelle parti nella piazza di Jesi, il 26 dicembre del 1194, l’attempata (per quei tempi) madre Costanza d’Altavilla, diede alla luce lo stupor mundi: quel Federico II che sarebbe diventato imperatore del Sacro romano Impero. Navigatore puntato sulle Marche, dunque, regione dallo straordinario potenziale turistico ancora non compiutamente espresso, grazie a storia, arte, gastronomia e splendida natura. Costa adriatica dove abbondano livelli alti come le 3 Stelle Michelin di «Uliassi» e quelle più casarecce, ma intriganti come «Cibo e Vino» a Senigallia e poi caccia ai vini: magari quelli bianchi dei Castelli di Jesi di cui si sentirà sempre più parlare e tappa in quel gioiello della biodinamica «Pievalta», cantina da scovare nell’entroterra collinare di Maiolati Spontini a soli 20 km dal mare. Fondata da un mago dell’enologia come Silvano Brescianini, vale il viaggio solo per stappare una bottiglia di «San Paolo» (superbe le vendemmie 2010, 2019 e 2022): 100% Verdicchio ed espressione della vigna sul monte Follonica che ben si accosta ai crostacei, ma anche alla porchetta marchigiana grazie a sentori di frutta tropicale, gelsomino ed erbe aromatiche. Si abbina bene anche alla cucina di «Papillon» a Porto sant’Elpidio, stabilimento balneare con cucina di pesce freschissimo e tavoli nella sabbia a due passi dal mare (Maccheroncini con sogliola oppure il Brodetto dei porti). Al «Sepia» di Senigallia si fondono le esperienze delle regioni a cui lo chef Niko Pizzimenti è legato: il garbo delle colline delle Marche (Seppia in porchetta) e Sicilia con la sua irruenza marina (Spaghetto alla pantesca). Qui l’etichetta di Pievalta da aprire è il «Dominé», vino legato alla ricerca e alla sperimentazione per scoprire nuove frontiere del Verdicchio le cui uve in questo caso arrivano da Montecarotto, ma senza perdere sentori di pesca, mandorla e fiori gialli al naso. E da «Pievalta» la notizia che da poche settimane è disponibile il «Roso del Noce» che si stacca dalla vinificazione del Verdicchio, ma che per freschezza è un rosato (quasi rosso) da tracannare freddo. Sempre pensando a Federico II imperatore.

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