Da Piacenza ad Ambonnay, tra le Montagne di Reims il triplo salto può non essere mortale. «Il nostro Champagne è il tramite alchemico che rivela emozione e bellezza», racconta in una sera di luglio a Milano Alessandro Perini che con Nicolas Secondé ha creato Perondé, nuova Maison di Champagne che unisce i loro nomi e la loro cultura. Bottiglie preziose e dunque dedicate alle figlie: Anna Giulia, Emilia Maria ed Eve Angeline. «Lavoriamo una vigna che era della mia famiglia» racconta Secondé, mentre Perini dice che «è un’emozione pazzesca raccogliere e pigiare uve in Champagne, il sogno di un enologo: il motto è Radici di Vitae, ovvero la vita dedicata alla vigna e alle sue radici, perché è l’apparato radicale che sostiene e nutre ogni pianta, l’elemento più importante da accudire puntualmente». Ormai, racconta Perini, «sono un pendolare della Piacenza-Champagne, ma è una gioia scoprire come i dettagli, uniti alla sensibilità, facciano la differenza: sono orgoglioso di avere un amico come Nicolas che mi ha aperto la sua casa e condiviso i suoi saperi». Proprio nella Champagne, dove la vite si coltiva grazie ai venti oceanici da Nord e i filari di Maison Perondé sono alimentati con rispettose pratiche sostenibili che privilegiano la vitalità del suolo e la manualità del lavoro. Lo Champagne «Anna Giulia» è un Gran Cru, extra-brut (chardonnay 85%, pinot nero 15%) fermentazione malolattica in barriques di secondo passaggio: minimo 30 mesi di affinamento in catasta e dopo 6 mesi il dégorgement. Lo Champagne «Emilia Maria» è un Gran Cru, extra-brut (chardonnay 50%, pinot nero 50%) che segue una fermentazione alcolica in barrique e tonneaux di rovere selezionati, affinamento sui lieviti fini e almeno 40 mesi in bottiglia.

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