È stata la Graffignana, in occasione della storica Sagra della Vittorina, a ospitare l’ultima tappa di “6 borghi, 6 sapori, un viaggio”, il progetto dedicato alle eccellenze agroalimentari e culturali del Basso Lodigiano e della Collina di San Colombano. Coordinata dal Distretto Agroalimentare della Collina di San Colombano e sostenuta da Regione Lombardia nell’ambito dell’iniziativa “Lombardia Style”, la manifestazione ha attraversato sei località, mettendo in luce le peculiarità gastronomiche di ciascuna. A guidare il percorso è stato lo chef Stefano Marinucci, già Campione del Mondo di Cucina e noto volto televisivo, che ha reinterpretato le specialità locali attraverso preparazioni capaci di unire ingredienti della tradizione e creatività contemporanea.
Sei tappe, sei ricette ispirate alle specialità locali
Ogni appuntamento ha avuto come protagonista un prodotto caratteristico del territorio, trasformato dallo chef in una proposta originale. A Borghetto, la Raspadura ha accompagnato tagliatelle con funghi di stagione e guanciale croccante. A Sant’Angelo Lodigiano, dove si trova il Museo del Pane, Marinucci ha scelto invece un insolito gelato a base di pane, guarnito con pomodorini caramellati e pistacchio. A Miradolo Terme, la farina di piselli è diventata l’ingrediente principale di gnocchi serviti con piselli saltati, crema di zafferano locale, grana e pepe. San Colombano al Lambro ha ispirato lo showcooking “6 sfumature di rosso”, con tagliolini dedicati al vino rosso, simbolo della tradizione enologica locale. A Massalengo, il riso al latte è stato proposto in una preparazione che ha richiamato il rapporto tra gastronomia e arte, tratto distintivo della cucina di Marinucci. Per il gran finale a Graffignana, lo chef ha preparato un filetto di maiale accompagnato da confettura di mele con frutti rossi e fonduta di miele.
Le parole di Stefano Marinucci
Al centro del progetto c’è il legame tra innovazione culinaria e salvaguardia delle ricette storiche. Un patrimonio che, secondo Marinucci, è fondamentale tutelare per garantire un futuro al comparto agroalimentare italiano. “Preservare ingredienti tipici e tradizioni del territorio è fondamentale per la sopravvivenza del nostro comparto agroalimentare e per la diffusione della nostra Cucina Mediterranea, riconosciuta anche come Patrimonio immateriale dell’Umanità”, ha dichiarato lo chef. “Una cucina sana, gustosa e ricca di nutrienti, frutto di innumerevoli ricette storiche. Uno ‘scrigno’ prezioso che tutto il mondo ci invidia”. Le preparazioni presentate nelle sei località hanno proposto una lettura contemporanea delle specialità tradizionali, mantenendo al centro le materie prime e le peculiarità gastronomiche dei luoghi coinvolti.
Mercatini, degustazioni e turismo rurale
La tappa conclusiva ha affiancato agli appuntamenti culinari un programma dedicato alla scoperta delle produzioni locali. Mercatini artigianali, stand gastronomici e spettacoli dal vivo hanno animato la Sagra della Vittorina, offrendo occasioni di incontro a famiglie, appassionati di enogastronomia e visitatori interessati al turismo rurale. L’iniziativa punta a rendere le località coinvolte una destinazione turistica fruibile durante tutto l’anno, facendo leva sul paesaggio agricolo, sulle produzioni a filiera corta e sull’accoglienza delle terre comprese tra le province di Lodi, Milano e Pavia. La partecipazione registrata nelle sei tappe ha confermato l’interesse per una proposta che intreccia gastronomia, cultura e promozione turistica, con l’obiettivo di sostenere le economie locali e mantenere vive le tradizioni del territorio.
