Tra app e nuovi strumenti ecco la musica del futuro

Al Micro di Roma il "concerto-evento" del collettivo Entanglement: la tecnologia al servizio della musica colta

La tecnologia a servizio della musica colta. È la sfida del compositore italiano Massimo Massimi, romano, diplomato al Conservatorio in musica antica, che nei suoi concerti mira a dare espressività alla tecnologia. “La musica piega la tecnologia ad un uso non omologato – spiega Massimi – e amplifica caratteristiche e espressioni presenti in oggetti di uso comune. Davanti alla tecnologia il rischio è che tutto venga appiattito in un linguaggio definito, in un protocollo standard.

Attraverso la musica, invece, le peculiarità della tecnologia possono fiorire e dare vita a linguaggi nuovi”. Come? Per esempio attraverso una app capace di produrre suoni che entrano in automatico a far parte della traccia di un concerto in corso. Oppure attraverso altoparlanti speciali in grado di dare vita al suono di un pezzo di legno. “La tecnologia ci permette di portare in scena performance musicali non strutturate dove la musica colta si mischia alla musica elettronica e all’acusmatica. Cerchiamo di usare la tecnologia per combattere l’aspetto deteriore della tecnologia e un suo uso incosciente e non determinato”, continua Massimi. L’obiettivo è di creare un’interazione importante tra il pubblico e i musicisti attraverso la produzione di suoni prodotti da oggetti di vario genere che la tecnologia potenzia esponenzialmente.

“Grazie alla tecnologia uno strumento senza caratteristiche acustiche, come un tubo di cartone per esempio, può diventare uno strumento musicale”, spiega il compositore romano. Questa sperimentazione troverà spazio sabato 25 gennaio in un concerto del collettivo Entanglement che si esibirà a Roma, alle ore 18.00, presso la Galleria Micro (viale Mazzini 1). Si tratta di quattro musicisti, quattro compositori, quattro mondi diversi che dialogano tra loro, stabilendo correlazioni a distanza, pur essendo separati. Quello che ne risulta è la sovrapposizione di più sistemi che danno come risultante un sistema complesso nel quale il valore del singolo determina anche il valore degli altri. Proprio come nell’Entanglement lo stato quantico di un sistema fisico non può essere descritto singolarmente, ma come sovrapposizione di più sistemi. I quattro compositori, legati da percorsi formativi sostanzialmente comuni, hanno ovviamente differenti esperienze e conoscenze in ambito strumentale e tecnico, che li portano talvolta ad esiti differenti, talvolta invece a modi simili di sentire e di decodificare il vissuto per tradurlo in segni o strutture sonore la cui complessità e diversità rappresenta la ricchezza di questa esperienza.

Coerentemente con le finalità di Entanglement, il concerto-evento rappresenta un’occasione di ricerca sulla musica del futuro e del presente nell’ambito del linguaggio musicale, delle tecniche esecutive, della scoperta e dell’esplorazione dei timbri e degli spazi sonori. Il concerto proporrà composizioni sostanzialmente da camera, passando dal duo per pianoforte e voce a brani per strumenti solisti – pianoforte, chitarra – a lavori costruiti con l’elettronica, avvalendosi anche della partecipazione di strumenti dal vivo. I testi delle opere scritte per voce (F. Pessoa per In un sogno che è l’ombra di un sogno di G. De Nisi; A. De Santis per All that exists di A. De Santis), permeati da un profondo senso enigmatico e poetico sono evocativi di una condizione esistenziale contemporanea e strettamente correlati e legati alle composizioni ad essi dedicate. Sul palco si alterneranno Alessandro De Santis, Giordano De Nisi, Massimo Massimi, Cristiana Colaneri, Gloria Elgamal, Elena Nefedova.