Che delusione le poesie di Faulkner

D i Federigo Tozzi conoscete Con gli occhi chiusi e Tre croci, mentre la prima opera poetica, La zampogna verde, o il poema La città della Vergine non pendono dalla vostra libreria. Ci credo: nessuno, nonostante le belle intenzioni estetiche, scambierebbe i versi di Tozzi con i suoi crudi, abissali romanzi. Tozzi non è certo l'unico narratore che piglia il via dalla lirica: esistono le poesie di James Joyce, quelle di Ernest Hemingway e quelle di Raymond Carver. Nessuno di questi esperimenti riesce a intaccare l'opera narrativa, sono note a margine. La vicenda di Tozzi - per affinità stilistiche: entrambi setacciano la fitta provincia con Dostoevskij nel taschino - equivale a quella di William Faulkner. Il 16 agosto 1919 è la data di nascita del poeta Faulkner: New Republic pubblica L'après-midi d'une faune, imitazione di Mallarmé che gli frutta 15 dollari. Faulkner ha detto «sono dell'opinione che in principio ogni scrittore voglia essere un poeta». Ha ragione: ogni scrittore, in principio, non ha una storia da scrivere, e usa la poesia per esercitare uno stile. Nel 1920 Faulkner si fabbrica da sé The Lilacs, un fascicolo di 98 versi scritti a mano, con frontespizio smaccatamente liberty.
In un'epoca in cui, editorialmente, tutto è lecito, va bene tirare fuori dall'armadio delle cose da dimenticare anche i versi di Faulkner, ribattezzati da Transeuropa Poesie del Mississippi (pagg. 80, euro 9,90). In realtà, i Mississippi Poems sono poesie private, compilate nel 1924 e donate a Myrtle Ramey. Ad esse vengono aggiunti i sonetti Helen, a Courtship, scritti nel 1925 per Helen Baird, e che non superarono la forma manoscritta. Entrambe le raccolte (non destinate al pubblico) sono state edite negli States nel 1979 e nel 1981. Il Faulkner poeta, invece, manda alle stampe nel 1924 The Marble Faun (che imita nel titolo il romanzo di Hawthorne del 1860) e nel 1933, come una sorta di ritorno al passato, A Green Bough (che imita nel titolo il Golden Bough di James Frazer). In sostanza: Transeuropa stampa un libro che Faulkner neanche aveva in testa. Com'è il Faulkner poeta? Giudicate voi: «Azzurri colli lontani, dove provai diletto,/ dove la primavera con piedi argentei coperti di sanguine/ segue, cantando con l'uccello azzurro “Amante!”,/ quando del cammino scorgo una fine». Aureolato di retorica, Faulkner strimpellava la lira che fu di Swimburne. Il Faulkner poeta è inutile. Anche il racconto più brutto di William è più bello delle sue liriche.

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