Cultura e Spettacoli

Dal politicamente "scorretto" Houellebecq a Rushdie: a chi andrà il Nobel?

Giovedì 6 ottobre sarà assegnato l'ambito riconoscimento dell'Accademia svedese. Tra i favoriti ci sono lo scrittore francese Michel Houellebecq e il saggista britannico Salaman Rushdie, ma in lista non mancano gli italiani

Dal politicamente "scorretto" Houellebecq a Rushdie: a chi andrà il Nobel?

Mancano poche ore all'assegnazione del Nobel per Letteratura 2022 e, come di consueto, è iniziato il toto-nomi sugli scrittori che potrebbero ottenere il prestigioso riconoscimento dell'Accademia svedese. Nella rosa dei papabili ci sono il romanziere e intellettuale francese Michel Houellebecq, l'autore di "Le particelle elementari", "Sottomissione" e "Serotonina". I bookmakers d'Oltremanica - e non solo - quotano anche lo scrittore e saggista indiano, naturalizzato britannico, Salaman Rushdie. Non mancano poi gli autori italiani: da Elena Ferrante a Claudio Magris.

Da Houellebecq a Pierre Michon: i candidati francesi

Michel Houellebecq

Gli occhi del mondo sono tutti puntati su di lui: Michel Houellebecq. Scrittore sopraffino e critico dei tempi moderni, il romanziere francese sembra essere in pole position sugli altri candidati. Profeta letterario in patria, Houellebecq racconta nei suoi volumi i paradigmi della società contemporanea alternando una dose massiccia di esistenzialismo (mai prevaricante e scevro da personalismi) a una lucida analisi socio-politica della realtà. Sovente criticato dai "fan" del politicamente corretto per aver preso posizione di rottura rispetto a questioni di strettissima attualità, ora potrebbe "laurearsi" all'Accademia svedese. Per certo, con il suo ultimo lavoro - "Annientare", pubblicato in Italia dalla casa editrice La Nave di Teseo - sta continuando a raccogliere consensi a tutte le latitudini del globo (è tra gli autori più letti al mondo). Non meno degni di nota e prestigio sono gli altri connazionali di Houellebecq che concorrono al Nobel: Annie Ernaux, l'amatissima autrice di "La place", e Pierre Michon, lo scrittore di "La grande Beune".

L'outsider Salaman Rushdie

Salman Rushdie

Tra gli outsider del toto-Nobel vi è Sir Ahmed Salman Rushdie. L'autore di "Versi satanici", "I figli della mezzanotte" e "La vergogna", lo scorso 12 agosto, è stato accoltellato durante il festival letterario di Chautauqua, a New York, da un attentatore poi identificato come Hadi Matar, un 24enne di Fairview, nel New Jersey. Oltre che per la sua carriera di scrittore, Rushdie è noto alle cronache perché, nel lontano 1989, fu oggetto di una condanna a morte (fatwa) da parte dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, il capo politico e religioso dell’Iran. La fatwa fu emessa dopo che lo scrittore aveva composto "I versi satanici" un romanzo in cui, secondo Khomeini, l'autore offendeva la religione islamica e "il profeta". Per anni ha vissuto sotto scorta e con falso nome. "Ha dato fastidio che qualsiasi cosa io scrivessi o facessi, le persone continuassero a riportarmi indietro, a voler discutere solo dei Versi satanici... E poi quello seguito alla condanna da parte del governo iraniano era stato un periodo molto difficile, non ero riuscito a metabolizzarlo a guardarlo con distacco. Ora ad anni di distanza era il momento giusto. E così ho scritto tutto e almeno i giornalisti non avranno più domande da farmi", raccontò in una intervista alla nostra redazione. Nelle scorse settimane, si è speso per la candidatura di Rushdie al Nobel anche il filosofo e saggista francese Henri-Lévy che, nel corso di un'intervista rilasciata al sito di Repubblica.it, ha dichiarato: "Non riesco a immaginare, oggi, nessun altro scrittore che abbia l'audacia di meritarlo più di lui. La campagna comincia in questo istante".

Gli altri candidati

Margaret Atwood

Tra gli altri papabili - ricordiamo che la lista dei candidati è segretissima - ci sono le autrici canadesi Margaret Atwood ("The Handmaid's Tale", la sua opera più famosa) e Anne Carson. Non mancano poi, come ogni anno da circa un decennio, lo scrittore keniota Ngugi wa Thiong'o (tra i più quotati dei bookie), il giapponese Haruki Murakami, il norvegese Jon Fosse, l'ungherese Peter Nadas, lo statunitense Don DeLillo e il ceco naturalizzato francese Milan Kundera. Non potranno più concorre al Nobel, invece, il romanziere spagnolo Javier Maraís - autore di "Domani nella battaglia pensa a me" - e l'autrice britannica Hilary Mantel: entrambi sono morti, a distanza di pochi giorni l'uno dall'altra, lo scorso settembre. Nella rosa dei nomi ci sono anche la scrittrice caraibica di lingua inglese Jamaica Kincaid, lo scrittore statunitense Cormac McCarthy, il romeno Mircea Cartarescu e la nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie. Tra gli italiani in corsa per il Nobel c'è la misteriosa autrice di "L'amica Geniale", Elena Ferrante, e il saggista torinese Carlo Magris.

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