Peter Matthiessen la spia che inventò la «Paris Review»

Peter Matthiessen la spia che inventò la «Paris Review»

Peter Matthiessen, morto ottantaseienne per una leucemia sabato scorso a Sagaponak (New York), aveva il viaggio nel sangue. Letteralmente. Discendente di balenieri, uno dei suoi avi è perfino nominato in Moby Dick, sembra aver vissuto la nascita a New York come un neo da rimuovere di corsa. Una corsa durante la quale è diventato autore di più di 30 libri, naturalista, maestro Zen, agente sotto copertura e fondatore, assieme all'amico George Plimpton, della rivista The Paris Review. Due esperienze che potrebbero sembrare lontane e invece sono strettamente connesse. Matthiessen aveva infatti accettato di entrare a far parte della Cia per l'opportunità di scrivere che la creazione della rivista offriva. Una copertura diventata poi riferimento culturale per il mondo. La «fame» dell'altrove lo ha portato in Asia, Australia, Sud America, Africa, Antartide. Paesi raccontati in articoli e libri, tra cui il suo maggior successo Il leopardo delle nevi (1978). Narra un viaggio sull'Himalaya che si trasforma in un pellegrinaggio alla scoperta di se stesso e del senso della vita. Il libro vinse due National Book Award, di cui Matthiessen era contento solo a metà: «Sono soprattutto un romanziere, un romanziere che ha anche scritto altri libri», diceva di sé. Ruolo pubblicamente riconosciutogli nel 2008, con la pubblicazione di Shadow Country, che a 81 anni lo porta a vincere il terzo National Book Award. In mezzo bestseller come At Play in the Fields of the Lord (1965), un thriller che parla dei missionari in Sud America diventato anche film, e Killing Mister Watson (1991), prima parte di una trilogia su un leggendario fuorilegge della Florida.
Membro dal 1974 dell'Accademia Americana di Arti e Lettere, con i suoi libri di viaggio ha portato i lettori attraverso i cinque continenti mentre con The Birds of Heaven (2001) ha promosso la protezione delle gru e della biodiversità. Oggi in Usa viene pubblicato da Riverhead Books In Paradise, che racconta un ritiro di gruppo nel campo di concentramento di Auschwitz. L'ultimo viaggio.

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