Una cabina di regia per il Decoro urbano. È la proposta che viene dallassessore allArredo Urbano Maurizio Cadeo, il collega alla Cultura Vittorio Sgarbi e quello al Tempo libero Giovanni Terzi allindomani delle critiche piovute da tutte le parti sul centro invaso in questi giorni da bancarelle, stand pubblicitari e gazebo. Dopo le «sparate» di Sgarbi sulla piazza, il giorno della Prima alla Scala, ieri a margine della presentazione della mostra «La bellezza femminile nellantico Egitto», il critico ha rilanciato: «Il Comune deve riprendere la potestà delle piazze, non consentendo che le decisioni sulle illuminazioni, sui cartelloni pubblicitari e quello che avviene in piazza Duomo dipenda dalla Sovrintendenza. Tutto lorrore che vedete dipende dalle sovrintendenze che hanno dato le autorizzazioni senza chiedere il parere del Comune».
Gli fa eco lassessore allArredo Urbano, Cadeo: «Il Comune deve riprendersi la potestà in merito al decoro delle piazze. Io non sono stato coinvolto nella concessione dei permessi al cubo Olivetti, ad esempio, né ho dato parere favorevole a stand e bancarelle. Ecco allora che con i miei colleghi abbiamo pensato a un tavolo interassessorile, di cui la regia dovrebbe rimanere allArredo urbano, per stabilire delle regole di decoro, in dialogo con la Sovrintendenza».
«Non si è capito quali criteri abbia usato la sovrintendenza per accogliere o respingere le varie richieste - commenta Tiziana Maiolo, assessore alle Attività produttive - i cittadini possono ammirare tendoni di stampo kosovaro, mentre non ci sono, perché la richiesta è stata respinta, le allegre casette dei mercatini natalizi. Non cè neanche la pista di pattinaggio».
Alberto Artioli, sovrintendente ai Beni architettonici di Milano, rovescia la questione: «Nessuno ha mai tolto la potestà al Comune su piazza Duomo. Anzi, il Comune concede i permessi (permessi di occupazione del suolo pubblico) a chi vuole, dopodiché le richieste arrivano da noi. Mi sembra il valzer dellipocrisia: gli assessori che adesso criticano stand e banchetti nella piazza sono gli stessi che ci hanno sommerso di richieste. Se non fosse stato per le nostre bocciature, la piazza sarebbe invasa da bancarelle, stand, banchetti. Abbiamo bocciato - prosegue Artioli - anche i mercatini dietro labside del Duomo, proprio per proteggerlo. Abbiamo bocciato la pista di pattinaggio e ce ne siamo assunti le responsabilità, al contrario del Comune che fa lo scaricabarile».
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