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Chi dipinge Israele come un mostro

Sembrava difficile superare la Albanese, ma ecco arrivare Massimo D'Alema

Chi dipinge Israele come un mostro
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Albanese, D'Alema, Cuzzocrea. Il potere di odiare Israele è grande, dall'universo delle istituzioni internazionali dove finalmente Albanese distilla il suo messaggio: "Israele è il nemico dell'umanità". Finalmente le è uscito intero il rospo che aveva vestito con parole come genocidio, colonialismo, pulizia etnica. Tutte finzioni storiche, ma che importa, l'escalation è completa.

Sembrava difficile superare la Albanese, ma ecco arrivare Massimo D'Alema: la cornice della guerra fra Iran, Stati Uniti e Israele gli fornisce l'occasione - intervistato da Repubblica - di un'uscita hollywodiana, due pagine di fantasie antiamericane e antiebraiche insieme. Gli israeliani, dice, "cercano di uccidere tutti i giornalisti preferibilmente coi loro bambini a scopo terroristisco" per suggerire "qui non dovete venire altrimenti ammazziamo i vostri bambini". Poi c'è una comparsa sconosciuta, "un soldato israeliano" non identificato, che racconta che "un ufficiale", anche lui senza nome, "ha visto un bambino palestinese che giocava.. si è fermato, è sceso, gli ha spezzato le braccia e le gambe lo ha finito a calci e lo ha lasciato agonizzante in mezzo alla strada". Gli israeliani dunque sono proprio dei mostri allora, deve pensare il lettore. Dunque il sottotesto è quello, appunto della Albanese: Israele "è il nemico dell'umanità". Perché, spiega D'Alema, "in Israele si è instaurato un totalitarismo razzista", "una regressione barbarica dell'Occidente". La giornalista non fa domande, il silenzio accompagna la condanna a morte. E ricordando come lui fece bombardare il Kosovo, beh, gli è costato moltissimo, ma era un dovere morale. Lui bombardava bene. Invece Netanyahu ha un fine "l'assassinio sistematico delle famiglie e dei bambini. E bombardare l'Iran? Per D'Alema, Netanyahu e Trump vogliono distruggere l'Iran perché "contrasta il disegno imperiale di Israele".

Ed ecco che si completa la triade. Dopo la dottrina Albanese, D'Alema si avvia all'esame di una società di cui dimostra di non sapere niente, né delle regole né dell'ethos di un esercito e di un Paese amante della pace in cui ogni comportamento che infrange la moralità viene indagato a fondo. E invece qui arriva il silenzio dell'intervistatrice Annalisa Cuzzocrea: non sa chiedere neppure la fonte del racconto del bambino fatto a pezzi da quei mostri, come mentre si sparavano i numeri della guerra a Gaza sulle prime pagine non si diceva mai che erano di una sola fonte, quella del ministero del governo di Hamas a Gaza.

La folle idea che gli ebrei diano la caccia ai giornalisti coi loro figli, o che disegnino un potere imperiale che implichi l'Iran non fa alzare un sopracciglio all'intervistatrice. Niente. Silenzio. È ormai senso comune. Gli ebrei? Mostri. Il loro Stato? Da eliminare. L'Onu, la politica, la stampa. La trimurti. ci siamo ormai abituati. È noioso.

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