Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 07:20
Difesa

Costi e capacità di attacco: cosa sappiamo del nuovo sistema antinave americano CHAOS

La U.S. Navy punta su un sistema antinave modulare e scalabile, sviluppato con standard MOSA/WOSA e concepito fin dall’origine per l’impiego multinazionale

CHAOS

Washington accelera sul fronte delle capacità di attacco marittimo con CHAOS, un programma della U.S. Navy destinato a sviluppare un sistema antinave a costi contenuti, modulare e predisposto per l’impiego da parte di alleati e partner. Il 21 agosto 2026 l’ufficio Precision Strike Weapons PMX-201, sotto il Program Acquisition Executive Munitions, ha assegnato due contratti di sviluppo a CoAspire e Zone 5. La scelta di coinvolgere operatori considerati non tradizionali riflette l’obiettivo di ampliare la base industriale impegnata nei sistemi di precisione e accelerare la maturazione di una nuova capacità di strike marittimo.

Una nuova capacità per gli scenari marittimi contestati

CHAOS, acronimo di Coalition Heterogeneous Affordable Offensive Strike, nasce per fornire una capacità di attacco contro bersagli marittimi caratterizzata da costi contenuti, scalabilità e adattabilità. La prima configurazione prevista è un sistema expeditionary a lancio terrestre, con produzione programmata dal 2028. La roadmap contempla successivamente l’impiego da piattaforme di superficie e lascia aperta la possibilità di una configurazione aviolanciata, subordinata alle future esigenze operative.

La Marina statunitense non ha ancora reso pubblici i principali parametri prestazionali del sistema. Non sono quindi disponibili dati ufficiali relativi a gittata, velocità, propulsione, sistema di ricerca e guida terminale, configurazione della testata o costo unitario. Le informazioni diffuse dal Pentagono delineano per ora l’architettura generale e il percorso di sviluppo, senza fornire una scheda tecnica definitiva.

L’elemento tecnologico centrale è rappresentato dall’adozione del Modular Open Systems Approach (MOSA) e della Weapon Open System Architecture (WOSA). L’architettura aperta dovrebbe consentire l’aggiornamento progressivo di componenti hardware e software, riducendo la dipendenza da una configurazione rigida. Per un sistema destinato a più utilizzatori, questa impostazione può inoltre agevolare l’integrazione con differenti piattaforme, infrastrutture e sistemi di comando e controllo.

Contratti OTA e nuova base industriale

Per avviare lo sviluppo, PMX-201 ha utilizzato gli Other Transaction Authority (OTA), strumenti contrattuali che consentono al Dipartimento della Difesa statunitense di adottare procedure più flessibili nelle attività di prototipazione e maturazione tecnologica. CoAspire e Zone 5 sono state individuate come operatori non tradizionali della base industriale della difesa. Secondo la Marina, il ricorso a questa formula mira anche a mantenere la competizione e ad accelerare l’ingresso di nuovi soggetti nel portafoglio dei sistemi di precisione.

Fonti specializzate hanno successivamente associato CoAspire al Rapidly Adaptable Affordable Cruise Missile-Extended Range (RAACM-ER) e Zone 5 al Rusty Dagger, sistemi destinati a concorrere nell’ambito dell’iniziativa. Naval News riferisce inoltre che l’accordo con Zone 5 riguarda il missile Rusty Dagger e che il precedente contratto era stato assegnato a CoAspire. Questi elementi appartengono però alla documentazione di settore e vanno distinti dalle informazioni tecniche ufficialmente diffuse dalla U.S. Navy.

Per quanto riguarda il valore economico, fonti specializzate riportano 65 milioni di dollari per Zone 5 e 70 milioni di dollari per CoAspire. Gli importi non sono specificati nel comunicato ufficiale della Marina e devono quindi essere attribuiti alle rispettive fonti secondarie, senza considerarli come dati ufficiali complessivi del programma.

La struttura del programma contempla inoltre la possibilità di co-assemblaggio e integrazione locale. Per i Paesi interessati, questo modello potrebbe tradursi in una partecipazione diretta alla filiera produttiva, con margini per integrare componenti e capacità nazionali mantenendo la compatibilità con l’architettura del sistema. La Marina considera esplicitamente questa possibilità nell’ambito della cooperazione con gli alleati e i partner.

La strategia “partner-first” di Washington

Il tratto distintivo di CHAOS è l’impostazione definita dalla U.S. Navy “partner-first”. I requisiti degli alleati e dei partner vengono considerati già durante la fase di sviluppo attraverso i Foreign Military Sales (FMS). L’obiettivo dichiarato è predisporre fin dall’inizio le condizioni necessarie per l’esportazione e per un successivo impiego interoperabile, anziché intervenire su una piattaforma concepita esclusivamente per le esigenze statunitensi.

La scelta assume rilievo in un contesto marittimo nel quale la diffusione di sistemi anti-access/area denial (A2/AD) rende più complessa la libertà di manovra delle forze navali. La U.S. Navy collega esplicitamente CHAOS alla necessità di mantenere capacità antinave credibili, moderne e sostenibili sotto il profilo economico. La disponibilità di un sistema concepito per essere prodotto in quantità e adattato a differenti piattaforme rappresenta uno degli elementi considerati dal programma.

L’architettura prevista consente quindi di seguire una progressione che parte dal lancio terrestre expeditionary e può estendersi successivamente alle piattaforme navali, con una possibile configurazione aviolanciata. L’interesse della Marina non riguarda soltanto il singolo vettore, ma la costruzione di una capacità modulare capace di accompagnare l’evoluzione dei requisiti operativi e delle esigenze dei diversi utilizzatori.

Per Washington, il programma rappresenta anche uno strumento di politica industriale e di cooperazione militare. L’obiettivo dichiarato è combinare maggiore capacità produttiva, aggiornabilità tecnologica e partecipazione degli alleati, creando una base comune per sistemi di precisione destinati a operare all’interno di architetture multinazionali. La reale portata dell’iniziativa dipenderà tuttavia dall’evoluzione della fase di sviluppo, dai costi effettivi e dalle prestazioni che saranno rese pubbliche con l’avanzamento del programma.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.