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Difesa

Dalle armi ai 13 punti d’aggancio: ecco come vola e com’è fatto l’Eurofighter “Typhoon”

Velocità oltre Mach 2, radar AESA, sistemi di difesa avanzati e capacità multiruolo: le caratteristiche del caccia europeo in servizio con l’Aeronautica

Eurofighter

La scorsa notte un attacco dei ribelli yemeniti Houthi alla base aerea di Taif, situata nelle colline centrali ai piedi delle montagne occidentali dell’Arabia Saudita, si è tradotto nel danneggiamento di un Eurofighter “Typhoon” dell’Aeronautica Militare Italiana, presente nell’area in accordo con la missione Task Force Air – Arabia, avviata nella seconda metà di marzo 2026, per contribuire alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonché alla protezione delle forze e degli interessi nazionali nell’area.

Il contingente italiano, forte di 400 militari, comprende velivoli E-550A CAEW, per funzioni di allarme precoce (early warning), sorveglianza aerea, comando, controllo e comunicazioni; quattro cacciabombardieri “Typhoon”, impiegati per contribuire alla difesa dello spazio aereo assegnato; velivoli da trasporto C-130J/KC-130J, impiegati per missioni di trasporto tattico e a supporto delle attività operative nei principali teatri di interesse nazionale in Medio Oriente e nel Corno d’Africa; un radar di difesa aerea AN/TPS-77 infine un gruppo C-UAS (Counter Unmanned Air System) dotato del sistema anti-drone ACUS-E.

Un aereo da caccia tutto europeo

Il “Typhoon” è un cacciabombardiere multiruolo nato da un partenariato tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna il cui sviluppo iniziale è cominciato nel 1983 col programma FEFA (Future European Fighter Aircraft), che vedeva la presenza anche della Francia, poi staccatasi per sviluppare in proprio il Dassault “Rafale”. Il primo volo del “Typhoon” risale al 1994 ed è entrato per la prima volta in servizio nel 2003.

Attualmente è in servizio nelle forze aeree di Austria, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito, Arabia Saudita, Oman, Kuwait mentre presto anche la Turchia vedrà l’arrivo del caccia europeo.

Nel gennaio 1998 era stato firmato un contratto complessivo di produzione per 620 velivoli: 232 per il Regno Unito, 180 per la Germania, 96 per l’Italia e 87 per la Spagna. Il numero di velivoli ordinati dall’Aeronautica Militare era stato ridotto da 121 a 96 a causa del rallentamento dell’economia globale. A metà del 2009, il numero totale di Eurofighter Typhoon ordinati ammontava a 707 unità mentre nel 2020 il velivolo ha superato il milione di ore di volo complessive, dimostrandosi uno degli aerei più affidabili e capaci del mondo.

Le caratteristiche tecniche

Il velivolo è lungo 15 metri con un’ala a delta di 11 e piani anteriori canard ai lati dell’abitacolo. Il suo peso a vuoto è di 9750 chilogrammi mentre quello massimo al decollo è di 23500. Il carico utile è invece di 6500 chilogrammi. L’aereo è propulso da due turboventole EJ200 da 60 kN di spinta a secco che salgono a 90 con postbruciatore inserito. La velocità massima è di 2425 Km/h (circa Mach 2,3) e il rateo di salita è di 255 m/s. Il “Typhoon” richiede tra i 500 e i 700 metri di pista per il decollo ma in configurazione difesa aerea e in scramble può decollare in 300 metri. Il caccia ha un raggio d’azione che varia tra i 600 e i 1390 chilometri a seconda del profilo di volo/missione (il minimo lo-lo-lo per attacco terrestre e il massimo hi-lo-hi per attacco terrestre o difesa aerea con 10 minuti di permanenza in zona operativa.

Per quanto riguarda l’armamento, il “Typhoon” monta un cannone interno Mauser da 27 millimetri e ha in totale 13 punti di aggancio esterni: 5 (di cui uno “wet”, ovvero predisposto per serbatoi ausiliari) sotto la fusoliera e 4 (di cui uno “wet”) sotto ciascuna semiala. Il carico esterno di missili spazia da quelli aria-aria a lungo raggio (BVRAAM – Beyond Visual Range Air-to-Air Missile) e a corto raggio (SRAAM – Short Range Air-to-Air Missile). Quattro missili BVRAAM sono posizionati nei punti di attacco sotto la fusoliera in configurazione di trasporto semi-conformale. Il “Typhoon” può trasportare bombe a guida laser, armamenti anticarro avanzati, missili per la soppressione delle difese aeree, missili stand-off a testata convenzionale e anche contenitori di razzi non guidati o a guida IR.

Il velivolo è realizzato in materiali compositi in fibra di carbonio, plastica rinforzata con fibra di vetro, lega alluminio-litio, titanio e fusioni in alluminio. Le caratteristiche di tecnologia stealth includono una ridotta sezione radar frontale, sensori passivi e capacità di supercrociera ovvero di volo supersonico senza l’utilizzo del postbruciatore. La configurazione canard-delta è intenzionalmente instabile dal punto di vista aerodinamico, il che garantisce un elevato livello di agilità (in particolare alle velocità supersoniche), una bassa resistenza aerodinamica e una maggiore portanza. Il pilota controlla il velivolo tramite un sistema digitale computerizzato fly-by-wire che fornisce stabilizzazione artificiale e compensazione delle raffiche, assicurando ottime caratteristiche di controllo nell’intero inviluppo di volo.

Il sistema di controllo per il pilota è di tipo VTAS (Voice Throttle and Stick), ovvero basato su comandi vocali integrati nella manetta e nella cloche. Il sistema di controllo di volo fly-by-wire a quadrupla ridondanza è dotato di un sistema automatico di recupero a bassa velocità: questo fornisce al pilota avvisi visivi e acustici in condizioni di bassa velocità e, se necessario, assume automaticamente il controllo del velivolo per riportarlo in condizioni di volo sicuro. Il sistema di visualizzazione su casco (HMS) “Striker” di BAE Systems e l’HUD (Head-Up Display) mostrano i dati di riferimento del volo, le informazioni per il puntamento e la designazione degli obiettivi, nonché le immagini FLIR (Forward Looking Infrared).

L’abitacolo è dotato di tre display multifunzione a colori che visualizzano la situazione tattica, lo stato dei sistemi e le mappe digitali.

Il sottosistema elettronico di difesa attiva del velivolo è integrato nel sistema avionico e fornisce una valutazione delle minacce a 360 gradi, basata su un sistema di priorità, e una risposta completamente automatica a minacce singole o multiple. Il sistema comprende un apparato di contromisure e misure di supporto elettronico (ECM/ESM), sistemi di allarme per l’avvicinamento di missili anteriori e posteriori, esche trainate capaci di operare a velocità supersoniche, ricevitori di allarme laser e il sistema di rilascio chaff e flares.

Il caccia è dotato di un radar multimodale a impulsi Doppler in banda X sviluppato dal consorzio Euroradar di tipo AESA (Active Electronically Scanned Array) che è stato migliorato nel 2010 con aumento di portata e capacità di tracciare e ingaggiare bersagli multipli.

L’Italia, a dicembre 2024, ha piazzato un ordine per ulteriori 24 “Typhoon” della tranche IV in sostituzione dei primi velivoli consegnati, prolungando così la capacità operativa fino al 2060. Attualmente, l’Aeronautica Militare ne ha in servizio 93 distribuiti su quattro Stormi Caccia (Treviso-Istrana, Grosseto, Gioia del Colle, Trapani-Birgi), mentre tre sono andati perduti in incidenti.

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