La Lituania, da dove da giorni sono a lavoro gli Eurofighter italiani per contenere le manovre russe, prima con l’abbattimento di un drone, poi con l’intercettazioni di caccia, è uno dei Paesi in cui le forze armate di Roma sono dispiegate a protezione del fianco Est della Nato.
Nell’ambito degli impegni assunti dall’Italia con l’Alleanza Atlantica, per il rafforzamento della presenza militare in quella zona il Parlamento ha autorizzato la presenza di 2.323 militari, 1.046 mezzi terrestri e 9 aerei da schierare in Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria.
La difesa dei cieli del Baltico
La Baltic Air Policing è una missione avviata dalla Nato nel 2004 in seguito all’ingresso di Estonia, Lettonia e Lituania nell’Alleanza. Poiché i tre Paesi non dispongono di capacità nazionali sufficienti a garantire autonomamente la sorveglianza e la difesa del proprio spazio aereo, gli Alleati assicurano, a rotazione, la presenza di aerei da combattimento, equipaggi e personale di supporto.
Nel 2026 la Nato ha inoltre indicato un’evoluzione della postura e dei piani dall’“air policing” verso una più ampia “air defence”, in risposta alla crescente diversificazione delle minacce aeree.
L’Italia è la nazione che ha maggiormente contribuito alla Baltic Air Policing: a partire dal 2015 conta infatti dieci dispiegamenti, cui si aggiungono gli impegni sui cieli islandesi, rumeni, bulgari, polacchi, albanesi, sloveni e montenegrini.
Lo scorso 31 luglio l’Italia ha assunto per i successivi quattro mesi la guida della difesa aerea Nato nei Paesi baltici con la task force “Baltic Thunder III” nell’aeroporto di Siauliai, in Lituania, dove il personale e i velivoli dell’Aeronautica Militare garantiscono la sorveglianza dello spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania, assicurando una capacità di intervento rapido a tutela del fianco orientale dell’Alleanza.
La task force impiega Eurofighter Typhoon (F-2000) provenienti dal 36° Stormo di Gioia del Colle dell’Aeronautica Militare.
I battle group Nato sul fianco orientale
L’Italia contribuisce poi al battle group multinazionale in Lettonia a guida canadese, con base ad Adazi, nell’ambito dell’operazione Nato “Baltic Guardian”.
Un altro battle group è stanziato in Bulgaria, a Novo Selo, ed è guidato proprio dall’Italia. Composto prevalentemente da personale della Brigata Garibaldi, comprende circa 1.000 soldati e mezzi. I militari italiani contribuiscono infine a un terzo battle group Nato in Ungheria.
Già lo scorso 14 agosto, sempre dalla base lituana di Siauliai, una coppia di Eurofighter italiani si era alzata in volo per abbattere un altro drone, che poi si sarebbe rivelato essere un ordigno ucraino finito fuori rotta.
