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Difesa

“È arrugginita”, il nuovo problema della portaerei Usa Lincoln (che tormenta Trump)

La portaerei USS Abraham Lincoln ha fatto scalo in Thailandia in attesa di proseguire il viaggio di rientro verso la sua base a San Diego

Portaerei Usa

Si appresta a concludersi l’Odissea moderna della portaerei americana USS Abraham Lincoln che lo scorso novembre ha lasciato la sua base a San Diego, in California, e ha presidiato le acque del Medio Oriente durante il conflitto in Iran. La portaerei a propulsione nucleare, che non ha fatto alcuno scalo durante la sua missione durata oltre 280 giorni, il 20 agosto ha ceduto il testimone alla USS George Washington e ha iniziato il viaggio di ritorno verso gli Stati Uniti.

Nelle ultime settimane, vari resoconti giornalistici hanno riportato le preoccupanti condizioni della Lincoln. Scarsità di cibo, bagni guasti e salute mentale dei marinai in forte deterioramento. Queste le principali criticità segnalate a bordo della Lincoln, varata nel 1988 e lunga circa 330 metri, sminuite dall’amministrazione repubblicana guidata da Donald Trump. A cui adesso si aggiunge anche il pessimo stato dello scafo riscontrato in occasione dell’attracco della Lincoln, mercoledì scorso, al porto di Laem Chabang, in Thailandia. Una tappa che, prima del rientro a San Diego, permetterà ai circa 5000 membri dell’equipaggio di recuperare le energie nella vicina città di Pattaya, una località turistica familiare ai militari statunitensi sin dai tempi della guerra in Vietnam.

Come evidenziato dall’Associated Press, le immagini della portaerei scattate in occasione del suo arrivo nello scalo thailandese mostrano come la nave da guerra necessiti di una nuova verniciatura. Ampie macchie di ruggine sono infatti presenti sullo scafo, soprattutto sopra la linea di galleggiamento e sul bordo del ponte di volo, dove sono allineati aerei ed elicotteri militari. Interpellato sull’aspetto della portaerei, il suo comandante, il capitano Dan Keeler, ha dichiarato che “è normale per una missione di lunga durata”. Trump non ha rilasciato dichiarazioni dopo l’attracco della Lincoln a Laem Chabang ma, come reso noto l’anno scorso dall’allora segretario alla Marina John Phelan, il commander in chief era solito chiamarlo nel cuore della notte per parlargli del problema della ruggine sulle navi da guerra.

“Sembra proprio quello che è: una nave che è rimasta in mare ininterrottamente per 286 giorni”, ha affermato Euan Graham, esperto di difesa dell’Australian National Security College, commentando le foto della Lincoln. Graham ha comunque sottolineato la resilienza della portaerei in condizioni di stress estremo. Un ex comandante della Marina Usa intervistato dalla Cnn ha confermato che “la ruggine lungo la linea di galleggiamento non è insolita su una nave che ha trascorso 60 giorni o più di operazioni ininterrotte in mare”.

Le condizioni della portaerei sono destinate a rinfocolare le polemiche politiche negli Stati Uniti alle prese con un conflitto in Medio Oriente di cui non si intravede la fine. Ad agosto il senatore democratico Richard Blumenthal, membro della commissione per le Forze armate, ha scritto al segretario alla Difesa Pete Hegseth e al segretario della Marina ad interim per esprimere “seria preoccupazione” per la crescente durata delle missioni e per chiedere chiarimenti sulle condizioni di vita a bordo della Lincoln. Nella lettera inviata da Blumenthal si legge che “a bordo della nave si sono registrate numerose segnalazioni di carenza di beni di prima necessità, contaminazione dell’acqua, problemi idraulici, deterioramento della salute mentale e problemi di sicurezza sul ponte” e “interruzioni del sistema postale, che hanno causato la perdita di pacchi di aiuti destinati alla nave, rimasti smarriti per mesi”.

Il capo del Pentagono nelle scorse settimane ha dichiarato che le condizioni a bordo della Lincoln sono state “completamente travisate” mentre Trump, dopo aver minimizzato le preoccupazioni sulla durata del dispiegamento, ha affermato che non era “assolutamente abbastanza lungo”. Nonostante le rassicurazioni, poco dopo la pubblicazione delle indiscrezioni sullo stato della nave da guerra, il dipartimento della Difesa ha annunciato che la portaerei USS George Washington, impegnata sino a quel momento in Giappone, sarebbe stata inviata in Medio Oriente per sostituire la Lincoln.

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