La Russia ha introdotto nei suoi attacchi contro l’Ucraina una nuova generazione di droni equipaggiati con motori a reazione che stanno mettendo sotto pressione le difese di Kiev grazie soprattutto a velocità e quota di volo. Questi velivoli, difficili da intercettare, assomigliano sempre più, per caratteristiche e impiego, a piccoli missili da crociera.
I nuovi droni usati dalla Russia in Ucraina
Secondo quanto riportato da Reuters, i nuovi droni a propulsione possono volare a un’altitudine compresa tra quattro e sette chilometri, ben oltre la portata di alcune delle squadre mobili ucraine dotate di missili spalleggiabili. Il loro tempo a disposizione per reagire si è drasticamente ridotto: questi velivoli senza pilota muniti di motore a reazione sono più veloci dei precedenti Shahed a elica e vengono ormai impiegati anche durante il giorno, non soltanto nelle incursioni notturne.
Il risultato è un calo significativo della percentuale di intercettazioni. L’aviazione ucraina sostiene di riuscire a neutralizzare circa il 60% dei droni jet, contro oltre il 90% dei modelli precedenti. Nel solo mese di agosto, secondo Kiev, Mosca ha lanciato oltre 2.800 apparecchi di questo tipo. A settembre, nelle prime tre settimane, il bilancio indicato da Kiev è stato di altri 2.100 droni a propulsione jet e 136 missili.
Le caratteristiche
Il punto di partenza di questi droni coincide con il Geran-2, versione russa dello Shahed-136 iraniano, spinto da un motore a pistoni e da un’elica posteriore. Mosca ha progressivamente modificato il progetto fino ad arrivare ai Geran-3, Geran-4 e Geran-5, dotati di motori turbojet. Secondo il Center for Strategic and International Studies, Geran-4 e Geran-5 rappresentano l’ultima evoluzione di un programma nel quale la Russia modifica continuamente propulsione, navigazione, comunicazioni, carico bellico e tattiche sulla base dei risultati ottenuti sul campo.
Il Geran-4 può raggiungere circa 500 km/h nella sua configurazione più veloce, mentre il Geran-5 arriva a velocità ancora superiori. Mosca ha insomma aumentato in maniera consistente l’impiego dei Geran a reazione, con i modelli jet che in alcune incursioni rappresentano ormai una parte consistente dei velivoli lanciati.
Attenzione però, perché i motori a reazione consumano più carburante e rendono questi apparecchi più costosi rispetto agli Shahed tradizionali. Per questo Mosca sembra puntare sulla combinazione tra quantità e tecnologia, lanciando grandi stormi di droni economici insieme a una quota crescente di modelli più veloci e sofisticati. Kiev sta cercando una risposta con nuovi intercettori ad alta velocità, ma la produzione su larga scala richiede tempo e soprattutto denaro.
