La Cina ha appena effettuato un test missilistico a lungo raggio utilizzando un sottomarino a propulsione nucleare. Il ministero degli Esteri di Pechino ha descritto il lancio come una "procedura di routine" per l'addestramento militare annuale delle forze armate, aggiungendo che le operazioni erano conformi al diritto e alla prassi internazionali e che la manovra "non era diretta contro alcun Paese o obiettivo specifico". Le informazioni sono ancora scarse. I media cinesi hanno scritto che un missile di prova con una testata fittizia è atterrato nelle "acque designate" del Pacifico previa notifica ai Paesi interessati. Si tratta del primo test di questo tipo realizzato dal gigante asiatico dal 1982 e del primo (noto) ad aver coinvolto un sottomarino a propulsione nucleare.
Cosa sappiamo dell'ultimo test missilistico cinese
I sottomarini a propulsione nucleare hanno in genere un raggio d'azione più lungo rispetto ai sottomarini convenzionali. I missili balistici sottomarini sono invece progettati per garantire la massima furtività. Al di là del quadro generale non è noto quale tipo di sottomarino abbia effettuato il test. Il principale a disposizione di Pechino è il Type 094: la Marina cinese controlla almeno almeno sei di questi mezzi considerati ideali per l'impiego nelle vicinanze del Mar Cinese Meridionale. Possono lanciare missili JL-2 e possibilmente anche i più sofisticati JL-3 in grado di colpire il territorio statunitense dalle coste cinesi.
Nel settembre 2024 la Cina aveva condotto il suo primo test con un missile balistico intercontinentale in 44 anni. Anche in quel caso Pechino aveva avvisato preventivamente le forze armate statunitensi. L'ultima prova arriva tra l’altro in un momento particolare, ossia mentre il governo guidato da Xi Jinping sta intensificando l'attività militare in tutta la regione indo-pacifica. Un alto funzionario della sicurezza taiwanese ha tra l'altro spiegato a Reuters che Taipei sta monitorando una "tendenza al rialzo" nei movimenti navali del Dragone durante il periodo di massima intensità delle esercitazioni militari.
Alta tensione nell'Indo-Pacifico
Non sono mancate le reazioni internazionali. Il ministro degli Esteri dell'Australia, Penny Wong, ha dichiarato che il lancio cinese è stato "destabilizzante" per la regione. "L'Australia ha chiarito che questo test proposto si inserisce nel contesto di un rapido rafforzamento militare da parte della Cina, al quale manca la trasparenza e le rassicurazioni sulle intenzioni che la regione si aspetta", ha affermato ancora Wong. Il Giappone ha espresso "seria preoccupazione" per le attività militari del Dragone, affermando di aver in precedenza chiesto a Pechino di "riconsiderare" il test missilistico per garantire che non rappresentasse una minaccia per la sicurezza nazionale.
Il ministro degli Esteri neozelandese Winston Peters ha dichiarato che il Paese è profondamente preoccupato per il test, chiarendo di essere stato informato del lancio "nel giro di poche ore". "La Nuova Zelanda considera questo uno sviluppo indesiderato e preoccupante. Noi, come i nostri vicini negli altri paesi del Pacifico, non abbiamo alcun interesse che la Cina utilizzi il Pacifico meridionale come sito di test per le capacità missilistiche", ha dichiarato Peters in un comunicato.
id="docs-internal-guid-3d865256-7fff-8a65-c27a-2e20380524e6">Sarà inoltre un caso, ma la mossa cinese è arrivata poche ore dopo che l'Australia e le Fiji avevano firmato un'importante accordo di Difesa, impegnandosi a supportarsi a vicenda in caso di attacco nemico.
China successfully Conducted a Test-launch of JL-3 SLBM (Submarine Launch Ballistic Missile) into the Pacific Ocean.
— Armed Forces Update (@ArmedUpdat1947) July 6, 2026
Fired at 12:01 PM, the Intercontinental Missile carried a Dummy warhead and Struck the Target with complete Accuracy.
BTW, the Missile Flew directly over… https://t.co/TuMzce8gkg pic.twitter.com/B7BcmEkldE