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Difesa

La Nato si prepara: protezione del fianco Est

Dopo le incursioni di droni e le minacce russe, i 32 pianificano le misure di deterrenza anti-Mosca

Un pilota si fa i selfie e l'altro lo filma: incidente in volo tra due caccia in Corea del Sud

Il copione è sempre lo stesso: condanna alla Russia, solidarietà ai confini orientali, unità nella difesa collettiva e azioni di risposta rapida. È il metodo, ormai classico, della Nato per cercare di fronteggiare la minaccia russa. Perché tra la guerra vera, quella sul campo in ucraina, quella ibrida, che sta colpendo a ripetizione quasi tutti i paesi dell’Alleanza, e la minaccia di quello che potrebbe essere domani un attacco/provocazione per testare le risposte occidentali, non sembra esserci molto per cui stare tranquilli. Così, i 32 Paesi Nato si sono riuniti ieri a Bruxelles, in sede di Consiglio del Nord Atlantico, principale organo politico e decisionale dell’Alleanza, per ribadire le proprie linee guida riguardo quella che è a tutti gli effetti la principale minaccia attuale.

Dopo le recenti, ed ennesime, violazioni dello spazio aereo in Polonia e Romania, oltre ai soliti «incidenti» che hanno interessato droni un po’ in tutta Europa, in particolare nei Paesi del fianco Est dell’Alleanza, i rappresentanti dei 32, stante la situazione legata soprattutto ai confini orientali, alle incursioni e alle minacce ibride, hanno rilasciato un comunicato congiunto. Gli alleati hanno ribadito all’unanimità che la Russia ha la piena responsabilità di queste violazioni dello spazio aereo, definite come «pericolose e inaccettabili». Azioni che dimostrano una crescente e preoccupante tolleranza del rischio da parte di Mosca. Piena solidarietà poi a Polonia e Romania, le nazioni direttamente colpite dagli sconfinamenti di velivoli e droni. E proprio mentre Putin rilancia l’ennesima minaccia, dicendo che a ogni azione contro la Russia corrisponderà una reazione, è stata confermata la volontà «di rimanere compatti e risoluti nella protezione e nella difesa di ogni centimetro del territorio alleato» ed elogiate le risposte immediate messe in atto dalle autorità nazionali e dai comandi integrati Nato «per intercettare e monitorare le minacce». Da Bruxelles arriva anche il messaggio che l’Alleanza aumenta la vigilanza e la prontezza operativa lungo il fianco Est. Il motivo è quello di evitare una possibile escalation ma anche inviare un chiaro messaggio di deterrenza. Nella speranza che non serva, meglio comunque farsi trovare pronti.

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