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Difesa

“Il Pentagono valuta programma di spionaggio sotto copertura contro la Cina”

Il Washington Post rivela un’audace iniziativa ideata dal dipartimento della Difesa e supervisionata da un veterano della Cia

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Mentre l’amministrazione Trump cerca disperatamente una via d’uscita dai conflitti in Iran e Ucraina, c’è una guerra, per fortuna non calda ma non per questo meno drammatica, a cui la Casa Bianca non intende porre fine facilmente e che prosegue più o meno sotterranea senza attirare troppo l’attenzione dei media. Si tratta della guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina. Tra un incontro e l’altro del tycoon con il presidente cinese Xi Jinping (previsti altri due incontri sino alla fine dell’anno dopo i due precedenti vertici tenutisi da inizio 2026), le due superpotenze hanno concordato un’estensione della tregua commerciale in attesa del raggiungimento di un accordo più strutturato. Attenzione però a non farsi ingannare dalle indiscrezioni su possibili intese (che pure potranno arrivare) perché, come rivela in queste ore il Washington Post, il Pentagono starebbe cercando di sviluppare un programma di spionaggio sotto copertura più robusto per condurre una guerra economica contro Pechino e altri avversari dell’America.

Le fonti del quotidiano Usa riferiscono che, secondo le intenzioni degli ideatori del piano di nuova generazione, agenti statunitensi verrebbero fatti infiltrare come uomini d’affari o altro personale del settore privato, senza alcuna affiliazione palese con il governo americano. Il programma di spionaggio, concepito come una componente occulta della più ampia campagna di guerra economica del Pentagono, è supervisionato da Tom Rakusan, un veterano della Cia con quasi 40 anni di servizio alle spalle ritiratosi dall’agenzia di Langley nel 2021 dopo aver guidato la risposta delle spie degli States alla campagna di interferenza russa nelle presidenziali del 2016.

Nell’iniziativa affidata a Rakusen, attualmente consigliere senior del vicesegretario alla Difesa Steve Feinberg, sono stati coinvolti esperti provenienti da diverse branche delle forze armate e dall’Ufficio del sottosegretario alla Guerra per l’intelligence e la sicurezza, oltre a funzionari della Cia in pensione. Il programma, precisano gli insider del Washington Post, è in fase di pianificazione e non ancora operativo. Il dipartimento della Difesa ha commentato lo scoop del quotidiano sostenendo che le informazioni rivelate siano false.

L’interesse dell’amministrazione Trump per la guerra economica come strumento centrale della sua politica estera è però un dato di fatto. In questo contesto non è passato inosservato un discorso pronunciato dal vicedirettore della Cia Michael Ellis, il quale a settembre ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno ampliando le loro attività di spionaggio contro la Cina, prendendo di mira azienda cinesi in settori quali l’intelligenza artificiale, le biotecnologie e i semiconduttori avanzati. Un’ammissione ritenuta piuttosto insolita considerata la consueta discrezione dell’agenzia di Langley. Ancora più esplicito è stato il dipartimento della Difesa che quest’anno ha annunciato la formazione di un’Unità di difesa economia (Edu) nell’ambito di un’iniziativa, parole del già menzionato Feinberg, volta a “scoraggiare, negare, ostacolare e contribuire a sconfiggere gli avversari attraverso mezzi economici”.

Proprio l’esigenza di distogliere l’attenzione dall’Edu potrebbe aver portato all’ideazione del piano segreto del dipartimento ribattezzato della Guerra. Intanto, diverse critiche sono state rivolte nei confronti di Rakusan, accusato di voler costruire una Cia personale al Pentagono. Si apprende inoltre che la reazione alle indiscrezioni all’interno dell’agenzia di Langley è stata “gelida”. Il Washington Post non manca di far notare che il programma del dipartimento della Difesa riflette i mutamenti nelle dinamiche di potere all’interno dell’amministrazione Trump, con un Pentagono in ascesa e che è più assertivo e disposto ad assumersi rischi maggiori rispetto ad una Cia più cauta nel lanciare aggressive operazioni di spionaggio.

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