Martedì 8 settembre, il ministro della Difesa ucraino Yevhenii Khmara ha annunciato che Kiev sta stipulando contratti per la fornitura di mille missili da difesa aerea Patriot col sostegno degli alleati e grazie a un prestito dell’Unione Europea.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’Ucraina potrà destinare all’acquisto di Patriot la prossima tranche da 3,2 miliardi di euro del prestito di sostegno dell’UE, mentre Kiev afferma di aver bisogno di 300 missili intercettori per difendersi durante l’inverno.
La gran parte di questi mille Patriot, però, arriverà in Ucraina nei prossimi anni, ecco perché è necessario che gli alleati europei si attivino nel brevissimo periodo per attingere alle proprie scorte per sostenere la difesa aerea ucraina prima dell’attesa offensiva aerea invernale russa, che si ripresenterà anche quest’anno per colpire le infrastrutture energetiche e strategiche di Kiev nel tentativo di piegare il morale della popolazione e arrivare alla resa ucraina. Tattica che, in linea generale, non ha quasi mai sortito gli effetti sperati nei conflitti dell’era moderna.
Pertanto, la Germania ha annunciato l’invio “urgente” all’Ucraina di una parte delle proprie scorte di intercettori Patriot PAC-2, e il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha esortato gli altri sostenitori dell’Ucraina a “verificare le proprie scorte ed effettuare consegne analoghe”. “Sono consapevole che non sia facile trovare un equilibrio tra le proprie esigenze di sicurezza e il sostegno urgente necessario all’Ucraina” ha affermato ancora Pistorius, “ma vi prego: nel dubbio, scegliete di sostenere l’Ucraina”. Prima dell’inizio della riunione del gruppo di contatto per la difesa, il Regno Unito ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni di sterline per potenziare le difese aeree ucraine attraverso l’acquisto di equipaggiamento militare statunitense, inclusi i missili Patriot.
Pochi Patriot per colpa del conflitto nel Golfo
Kiev lamenta la carenza di vettori da difesa aerea da mesi, e il presidente Volodymyr Zelensky ha più volte richiesto la fornitura immediata di missili Patriot, le cui batterie sono le maggiormente utilizzate dagli ucraini. L’Ucraina, tramite colloqui ai massimi vertici politici, è riuscita a ottenere la produzione su licenza di questi vettori, ma l’avvio della produzione e soprattutto le consegne richiederanno tempo. Tempo che l’Ucraina non ha.
La penuria di Patriot, fabbricati da Lockheed Martin e Raytheon, è da imputare all’elevato consumo di questi missili durante il recente conflitto nel Golfo Persico che ha visto contrapposti Iran, Stati Uniti e Israele ma che ha coinvolto anche quasi tutti gli Stati del Golfo. Le difese aeree USA e dei relativi partner e alleati sono state messe sotto pressione dagli attacchi missilistici iraniani, che hanno richiesto numerosi lanci di Patriot e altri vettori (come il THAAD – Terminal High Altitude Area Defense) per la loro intercettazione. Si stima infatti che le scorte di missili Patriot preguerra ammontassero a 2330 esemplari, passati a un valore compreso tra 759 e 827 al termine delle operazioni.
Un’ulteriore problematica è data dalla necessità, per le industrie USA, di rispettare le consegne di questi missili ai propri clienti che hanno piazzato gli ordini ben prima di Epic Fury.
L’esecutivo USA sta cercando di accelerare la produzione di missili e munizionamento, Patriot compresi, ma i benefici di questi nuovi investimenti – che si tradurranno in apertura di nuove linee di produzione – si vedranno in un arco temporale compreso tra 1 e 4 anni circa, a seconda del munizionamento. Per i Patriot, la quantità di 3203 vettori richiesti nel bilancio della Difesa USA del prossimo anno fiscale sarà raggiunta solo nel 2030, mentre l’attuale tasso di produzione dell’ultima variante, il PAC-3 Missile Segment Enhancement (MSE), si attesta intorno al ritmo di base di 650 intercettori all’anno, di cui metà destinati agli Stati Uniti e il resto ad alleati e partner.
Si accelera anche coi SAMP/T
L’Ucraina può essere sostenuta dall’UE anche senza ricorrere ai Patriot: Kiev utilizza già alcune batterie di SAMP/T, un sistema da difesa aerea dalle caratteristiche simili. In effetti la Francia a luglio ha concordato di potenziare le capacità di difesa aerea dell’Ucraina fornendo due ulteriori batterie SAMP/T nel corso di quest’anno e accelerando le consegne di missili intercettori Aster 30. In base all’accordo, Parigi trasferirà due batterie di difesa aerea SAMP/T di ultima generazione entro la fine del 2026 per rafforzare la rete di difesa aerea ucraina. Francia e Italia accelereranno inoltre la consegna dei missili intercettori Aster 30, con ulteriori forniture previste entro l’ottobre 2026 a supporto dei sistemi già in servizio. Il SAMP/T, costruito dal consorzio italofrancese Eurosam, è progettato per intercettare diverse tipologie di minacce aeree, tra cui velivoli, missili da crociera, droni e alcuni tipi di missili balistici. L’Ucraina ha ricevuto per la prima volta una batteria SAMP/T da Francia e Italia nel 2023. Da allora, il sistema è stato impiegato per contribuire alla difesa delle città e delle infrastrutture critiche ucraine dagli attacchi aerei russi. A luglio 2026, è stata confermata ufficialmente l’operatività di almeno una batteria SAMP/T in Ucraina ma ne risultano fornite almeno due.
Kiev ha anche piazzato un ordine per quattro batterie di SAMP/T NG (Next Generation) che utilizza il nuovo intercettore Aster 30 Block 1 NT (New Technology) che offre migliori prestazioni nell’intercettazione di missili balistici.
