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Putin scommette su Rassvet: la risposta russa a Starlink per il controllo dei droni

La nuova costellazione russa combina comunicazioni laser, reti 5G NTN e terminali avanzati per garantire connettività militare sicura e ridurre la dipendenza dall’Occidente

Putin scommette su Rassvet: la risposta russa a Starlink per il controllo dei droni
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La Federazione russa accelera lo sviluppo della propria infrastruttura satellitare a bassa orbita con l’obiettivo di rafforzare le capacità di comando, controllo e comunicazione delle forze armate. Nel corso di un incontro al Cremlino con militari impegnati nel conflitto in Ucraina, il presidente Vladimir Putin ha confermato i progressi del programma Rassvet, la costellazione satellitare sviluppata da Bureau 1440 e considerata da Mosca l’alternativa nazionale al sistema Starlink. Il progetto rappresenta una delle fondamenta della strategia russa volta a ridurre la dipendenza da tecnologie straniere e a garantire collegamenti sicuri per operazioni militari sempre più basate sull’impiego di sistemi senza pilota.

Cosa sappiamo

Durante il confronto con i militari, Putin ha sottolineato che la Russia dispone già delle tecnologie necessarie per supportare il controllo di droni pesanti attraverso collegamenti satellitari. Secondo il presidente russo, i primi satelliti capaci di svolgere tali funzioni sono stati messi in orbita nel 2023, mentre il programma continua a espandersi con nuovi lanci effettuati tra il 2024 e il 2026.

Il capo del Cremlino ha indicato che la rete sviluppata da Bureau1440 è progettata per offrire prestazioni comparabili a quelle di Starlink e, in alcuni ambiti specifici, potrebbe addirittura superarle. L’obiettivo strategico consiste nel realizzare una costellazione in grado di garantire comunicazioni resilienti, a bassa latenza e difficilmente interrompibili, caratteristiche considerate essenziali per il coordinamento delle operazioni sul campo di battaglia contemporaneo.

Le dichiarazioni sono arrivate in risposta alle richieste di alcuni soldati che hanno evidenziato il crescente utilizzo, da parte delle forze ucraine, di droni logistici e d’attacco controllati tramite reti satellitari occidentali. Per Mosca, la disponibilità di un’infrastruttura autonoma rappresenta quindi una componente cruciale della competizione tecnologica in corso.

Dalla fase sperimentale alla costruzione della rete orbitale

Il programma Rassvet ha iniziato il proprio percorso nel 2023 con il lancio dei primi tre satelliti dalla base spaziale di Vostochny nell’ambito della missione Rassvet-1. Questi apparati erano destinati principalmente alla validazione delle tecnologie di trasmissione dati, alla verifica della stabilità delle comunicazioni e all’analisi del comportamento dei veicoli spaziali in orbita.

Un ulteriore passo avanti è stato compiuto nel maggio 2024, quando la missione Rassvet-2 ha portato in orbita altri tre satelliti di nuova generazione dal cosmodromo di Plesetsk. Rispetto ai precedenti, questi sistemi incorporavano tecnologie più avanzate, tra cui collegamenti laser intersatellitari e apparecchiature compatibili con lo standard 5G NTN (Non-Terrestrial Network), destinato a integrare reti terrestri e infrastrutture spaziali.

Il 23 marzo 2026 Bureau1440 ha annunciato il lancio di altri 16 satelliti, destinati a costituire il nucleo iniziale della futura rete operativa. Sebbene il decollo sia avvenuto con alcuni mesi di ritardo rispetto alla pianificazione originaria, la missione rappresenta un passaggio decisivo verso la realizzazione della costellazione completa.

Obiettivi industriali e applicazioni militari della nuova rete

Il progetto federale russo dedicato alle infrastrutture di accesso a Internet prevede una crescita progressiva della costellazione. I piani attuali indicano il dispiegamento di 156 satelliti entro la fine del 2026, l’espansione a 292 unità nel 2027, soglia considerata sufficiente per l’avvio dei servizi commerciali su larga scala, e il raggiungimento di 318 satelliti nel 2028. Le prospettive a lungo termine ipotizzano inoltre una flotta superiore ai 900 satelliti entro il 2035.

Dal punto di vista operativo, la rete dovrebbe consentire alle forze armate russe di disporre di comunicazioni satellitari continue e ad alta affidabilità per il controllo di piattaforme unmanned, inclusi droni da trasporto capaci di movimentare carichi compresi tra 10 e 40 chilogrammi verso le zone avanzate del fronte.

Nel contempo, Bureau 1440 sta sviluppando terminali utente basati su antenne a scansione elettronica attiva (AESA/APAR), tecnologia che consente il puntamento automatico verso i satelliti e la gestione dinamica del collegamento. Oltre all’impiego militare, la società lavora a versioni dedicate all’aviazione civile e al trasporto ferroviario ad alta velocità, con prototipi già testati per garantire connettività stabile su convogli in movimento fino a 400 chilometri orari.

Per il Cremlino, Rassvet non rappresenta soltanto

un progetto di telecomunicazioni, ma un vero e proprio strumento di sovranità tecnologica destinato a sostenere l’autonomia strategica russa sullo scacchiere della competizione geopolitica e militare nello spazio orbitale.

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