Scandalo nel governo dell’Estonia. Il ministro della Difesa, Hanno Pevkur, uno dei politici di maggior esperienza del panorama nazionale, si è dimesso dal suo incarico in seguito ai sospetti di gravi irregolarità nella gestione finanziaria. Nel mirino dell’Ufficio nazionale di audit sono finiti appalti e in particolare una fornitura di munizioni destinate all’Ucraina e mai consegnate. Dietro al caso c’è un’azienda italiana di proprietà indiana. I media estoni riportano che nell’agosto del 2024 il Centro estone per gli investimenti nella difesa ha versato in anticipo quasi 70 milioni di euro per la fornitura di proiettili da destinare all’Ucraina alla società italiana Datasel srl, di proprietà della società indiana Neco Defence Munitions. Nessuna delle due aziende aveva mai prodotto proiettili prima di allora e non ha effettuato la consegna. Secondo il quotidiano Eesti Ekspress, l’Estonia ha utilizzato i fondi del Fondo dell’Ue per effettuare i pagamenti anticipati. La controversia è ora in tribunale.
«Come ministro della Difesa, mi assumo la totale responsabilità per quanto accaduto all’interno del ministero da me diretto - ha detto Pevkur - Le mie dimissioni sono tuttavia guidate dal senso di responsabilità politica, non da quello di responsabilità personale», ha aggiunto assolvendosi in parte, ma sottolineando quello che ha definito un «obiettivo superiore», ovvero «la protezione del Paese». Pevkur ha ricoperto la carica di ministro della Difesa estone dal 2022.
Già ministro del Welfare (2009-2012), della Giustizia (2012-2014) e degli Interni (2014-2016), Pevkur aveva assunto la direzione del ministero della Difesa nel 2022. Nell’agosto del 2024 l’agenzia statale ha firmato il suo primo contratto di vendita con Datasel e ha effettuato il primo pagamento di 15 milioni di euro. Nell’ottobre del 2024, ha firmato un secondo contratto con Datasel e ha versato un ulteriore anticipo di 10 milioni di euro. Il primo lotto di munizioni acquistato avrebbe dovuto raggiungere l’Ucraina a novembre, ma Datasel ha segnalato ritardi e problemi. Nonostante ciò, alla fine del 2024 sono stati firmati altri due contratti e sono stati effettuati pagamenti anticipati, portando il totale a circa 70 milioni di euro. I proiettili non sono arrivati nonostante i termini del contratto e l’Estonia ha ora portato il caso davanti alla Corte europea di arbitrato di Strasburgo. L’Estonia potrebbe però dover restituire i fondi ricevuti dal Fondo europeo.
