La Casa Bianca ha chiesto al Pentagono di elaborare opzioni di attacco contro obiettivi iraniani da poter attuare in linea teorica prima delle elezioni di metà mandato che si terranno all’inizio di novembre, come hanno riferito due anonimi funzionari dell’amministrazione Usa.
Tale pianificazione – hanno spiegato ancora – evidenzia quanto il presidente Trump desideri ridurre i prezzi della benzina e mostrare progressi nel conflitto prima del voto.
Circa due giorni fa, inoltre, il Pentagono ha ordinato al Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) di ultimare i preparativi per la ripresa delle operazioni militari su vasta scala contro l’Iran, come ha riferito Axios. Questa direttiva non indicava una data precisa per l’inizio degli attacchi e il presidente degli Stati Uniti non ha ancora preso alcuna decisione definitiva. Tuttavia, ulteriori fonti statunitensi e israeliane sostengono che l’azione potrebbe avvenire prima delle elezioni e, forse, anche prima delle elezioni israeliane, previste con una settimana di anticipo rispetto a quelle americane.
Secondo quanto riferito, un’eventuale ripresa delle operazioni di combattimento comporterebbe massicci attacchi aerei contro obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari iraniani. “Il compito del Dipartimento della Guerra è elaborare e presentare opzioni militari al Presidente”, ha dichiarato un funzionario del Pentagono ad Axios, mentre un esponente della Casa Bianca ha affermato che Trump ha a disposizione tutte le opzioni in qualsiasi momento. “Gli Stati Uniti si trovano in una posizione di grande forza, grazie al controllo dello Stretto di Hormuz e al collasso dell’economia iraniana. L’Iran è stato messo in ginocchio e la situazione potrà evolvere in due modi: per via pacifica o per via dura”, ha detto il funzionario, aggiungendo che “il presidente Trump ha in mano tutte le carte e farà ciò che è meglio per gli Stati Uniti”.
A Creta arriva l’aereo da guerra elettronica “Compass Call”
Il segnale forse più chiaro della volontà statunitense di riprendere le operazioni belliche contro la Repubblica Islamica è l’arrivo a Creta di un assetto molto particolare: il velivolo da guerra elettronica (EW – Electronic Warfare) EA-37B “Compass Call”.
L’aereo è stato osservato su canali open source nella notte tra il 7 e l’8 ottobre mentre volava dalla base aerea di Ramstein, in Germania, a quella situata nella Baia di Suda, a Creta, portando quindi in posizione avanzata una risorsa molto specializzata essenziale per le operazioni aeree.
La mossa, come ricordiamo, giunge proprio a poche ore dalla notizia dell’ordine di preparazione per la possibile ripresa del conflitto contro l’Iran. Questo spostamento verso il teatro mediorientale dell’EA-37B è significativo dal punto di vista operativo in quanto partendo da Creta si troverebbe molto più vicino alla zona delle possibili operazioni belliche, fornendo quindi il suo supporto specializzato volto a degradare le capacità di comunicazione avversarie e le reti di difesa aerea.
Il “Compass Call”, come tutti i velivoli da guerra elettronica, non dovrebbe necessariamente penetrare nello spazio aereo iraniano per contribuire a una simile operazione: le missioni di EW possono essere condotte nell’ambito di un pacchetto più ampio che coinvolge aerei da attacco, aerocisterne, piattaforme di intelligence e assetti di comando e controllo.
Significativo è anche che lo stesso tipo di aereo era stato utilizzato durante la passate operazione Epic Fury: il 31 marzo due EA-37B erano stati osservati nel Regno Unito, presso la base della Royal Air Force di Mildenhall, dopo essere partiti dalla base aerea di Davis-Monthan (in Arizona) e aver fatto scalo presso la Joint Base McGuire-Dix-Lakehurst. Il giorno successivo, era stato lo stesso CENTCOM a confermare che i due aerei da guerra elettronica erano destinati all’operazione Epic Fury, cominciata il 28 febbraio.
Disturbare comunicazioni e segnali della difesa aerea
L’EA-37B è progettato per operare lungo tutto lo spettro elettromagnetico, prendendo di mira l’architettura di interconnessione delle moderne forze militari anziché limitarsi alle sole piattaforme fisiche.
Oltre alle tradizionali tecniche di disturbo elettronico (jamming), il sistema mira a frammentare le strutture di comando e controllo avversarie, degradare la fusione dei dati provenienti dai sensori e compromettere la sincronizzazione tra sistemi radar, nodi di comunicazione e reti di navigazione.
Basato sulla cellula del velivolo civile Gulfstream G550, il velivolo offre velocità superiore, maggiore autonomia operativa e una quota di tangenza operativa più elevata rispetto al precedente EC-130H: questo consente cicli di dispiegamento più rapidi, una maggiore capacità di sopravvivenza e un posizionamento stand-off più flessibile in scenari caratterizzati da difese aeree avversarie.
È interessante notare che l’EA-37B può operare insieme all’RC-135 “Rivet Joint”, un aereo da ricognizione elettronica, che è stato già impiegato in Medio Oriente. L’U.S. Air Force sta infatti lavorando all’integrazione di due dei suoi asset di punta per la guerra elettronica (EW) e le attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) aeree.
Occorre monitorare l’arrivo di altri assetti
Lo spostamento a Creta dell’EA-37B non indica che sia stata autorizzata un’operazione contro l’Iran, tuttavia il dispiegamento in teatro di una capacità di guerra elettronica altamente specializzata proprio mentre il Pentagono sta elaborando nuove opzioni militari nei confronti dell’Iran è indicativo della preparazione al riavvio delle operazioni belliche.
In funzione di queste, e per avere maggiori indicazioni sulla loro eventuale ripresa, è utile monitorare il possibile arrivo nell’area del Mediterraneo orientale di altri assetti che lavorano insieme all’EA-37B, come appunto velivoli da ricognizione elettronica, oltre che aerei per il rifornimento in volo e da trasporto strategico, questi ultimi necessari per trasportare in teatro armamenti e tutto quanto necessario al sostentamento logistico delle operazioni.