Dio salvi la regina «Victoria» e la sua fiction

Daniele Abbiati

«Pare che, avendo incontrato Proust una volta a una festa, James Joyce osservasse: Sembra l'eroe di The Sorrows of Satan». Le notizie qui sono due. Primo: Joyce, lontano anni luce sia dall'horror sia dalla critica sociale, conosceva il romanzo di Marie Corelli. Secondo: lo aveva persino letto. Ergo, nato nel 1882, l'autore di Ulysses il quale pure non fu, né cronologicamente né tanto meno per stile, uno scrittore vittoriano, fu tuttavia un lettore vittoriano. Tanto da poter accostare l'anemico pallore e il velo vagamente «gotico» steso sul volto del collega francese alle fattezze di Geoffrey Tempest, eroe-antieroe della bestsellerista londinese, tutta crinoline e melodrammatici svenimenti, gloria misconosciuta delle matte e disperatissime lettere vittoriane.

La citazione iniziale è tratta da quella sorta di enciclopedia dell'immaginario britannico (e non solo) sotto la mitica Victoria, dal titolo, appunto Victoriana. L'ha allestita, raccogliendo anni e anni di suoi contributi apparsi in Rete (soprattutto su Carmilla on line), Franco Pezzini, indiscussa autorità italiana del genere. Anzi, dei generi, che vanno dallo spiritismo della Golden Dawn all'orrore dei penny dreadful (popolarissime pubblicazioni da un penny), dalle grandi firme che hanno visto tracimare la loro influenza postuma per tutto il Novecento e oltre come Bram Stoker e Arthur Conan Doyle al... rinascimento dei topoi medievali quali Robin Hood, dalla proto-fantascienza ucronica e distopica che originerà l'attuale steampunk alla pittura dei vari Dante Gabriel Rossetti e John William Waterhouse, elegantissimi interpreti e amplificatori di miti e favole senza tempo.

Proprio come in un'enciclopedia, i vari saggi di Pezzini, spesso originati da spunti di cronaca editoriale sulla scorta di gustose riscoperte merito dell'attivismo e dell'acume di piccoli editori, rimandi e link si incrociano in una trama infinita, in un groviglio di mostri e angeli, di bellezza e maledettismo. Dracula flirta con Oscar Wilde, Aleister Crowley strizza l'occhio a Jack lo Squartatore, gli incubi di Machen incrociano i sogni ante Liala di fragili fanciulle prigioniere nelle torri di amori impossibili. E tutti insieme celebrano la vittoria di Victoria, regina della fiction sopravvissuta fino al Terzo Millennio.

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