Erbil (Kurdistan iracheno) Il massiccio attacco dal cielo inizia con un intercettore Patriot americano che schizza verso l'alto e centra un missile balistico iraniano. Il boato scuote Erbil, la "capitale" del Kurdistan iracheno e fra le nuvole si accende un globo di fuoco. Gli obiettivi americani e militari, soprattutto all'aeroporto internazionale, sono stati attaccati quasi ogni giorno dall'inizio della guerra (291 droni e missili dal 28 febbraio).
Questa volta, però, risulta subito chiaro che l'offensiva dal cielo è massiccia. Nel mirino finisce campo Singara, la base dei soldati italiani della missione Prima Parthica di addestramento dei Peshmerga, i combattenti curdi. Dopo la prima esplosione vengono lanciati 17 droni kamikaze a "singhiozzo". Non arrivano, come il primo missile, dall'Iran, ma dalle falangi sciite irachene che rispondono a Teheran. I droni piombano in coppia o singolarmente, a distanza ravvicinata o di ore. Il ronzio mortale dei velivoli senza pilota zeppi di esplosivo ti fa venire un brivido lungo la schiena.
Gran parte dei droni kamikaze vengono intercettati o non riescono a raggiungere con precisione l'obiettivo. La città spegne a settori tutte le luci per non indirizzare il nemico, ma serve a poco. Un'esplosione, davanti a noi, che siamo al 17esimo piano di un palazzo, solleva una colonna di fumo marrone vicino all'hotel Divan. Uno degli alberghi a cinque stelle frequentati da stranieri e diplomatici nel mirino della rappresaglia iraniana, come nei paesi del Golfo. Ad un certo punto si sente un boato più forte degli altri con i puntini luminosi delle difese anti drone, che si infilano nel buio della notte senza trovare le loro prede. Un'alta colonna di fumo rossastra si alza dalla zona dell'aeroporto, obiettivo preferito dei giannizzeri d Teheran. A fianco dei soldati americani, ci sono gli italiani, ridotti a 180, e altri europei, come i tedeschi, che fanno parte della missione di addestramento dei Peshmerga.
Il drone kamikaze a bassa quota è riuscito a "bucare" lo scudo difensivo evitando di venire intercettato dai radar. Non è chiaro, ancora, se puntasse sugli italiani, ma piomba nel nostro compound ed esplode facendo a pezzi un veicolo logistico. I militari italiani sono già nei bunker da ore, dall'inizio dell'attacco. "A mezzanotte e quaranta, circa, ora locale, il drone ha impattato nella base causando danni materiali. Il personale è incolume" spiega in un video messaggio, il colonnello Stefano Pizzotti, che comanda il mini contingente. L'esplosione provoca un incendio nel prefabbricato dello spaccio-pizzeria chiamato il fortino. Una squadra americana interviene per domare le fiamme, ma a lungo la colonna di fumo scuro si innalza verso il cielo. Il minsitro della Difesa, Guido Crosetto, parla di "attacco deliberato". Per la prima volta dall'inizio della guerra hanno centrato la base italiana.
Il console ad Erbil, Tommaso Sansone, sottolinea che "i militari stanno bene e sono addestrati pure per questo". L'attacco assieme ad altri sette è stato vagamente rivendicato dalle Brigate dei Guardiani del Sangue, un paravento delle milizie sciite irachene che sono integrate nell'esercito. Prima hanno postato un breve filmato dell'impatto del drone e il giorno dopo un ben più minaccioso video con il lancio di un missile balistico, che lascia una scia bianca in cielo. Tutto in nome dell'"Imam, leader, martire Ali al-Husseini al-Khamenei", la guida suprema eliminata nei primi raid americani e israeliani. Sembrava tutto finito e come ogni giorno i curdi di Erbil riprendono la vita quotidiana, ma verso le 13 di ieri ripartono gli attacchi con raffiche di droni. Le scie bianche delle difese aeree passano sopra le nostre teste e inceneriscono un velivolo senza pilota che si dissolve in una nuvoletta bianca. I miliziani sciiti lanciano una decina di droni, che all'impatto provocano pennacchi di fumo nero anche dentro l'aeroporto. Uno degli obiettivi è il grande consolato americano di Erbil. Almeno tre droni piombano nei dintorni.
E ieri sei soldati francesi sono rimasti feriti in un nuovo attacco con drone a Erbil. I soldati erano "impegnati in un addestramento antiterrorismo con partner iracheni", ha precisato il quartier generale, aggiungendo che "sono stati immediatamente trasportati al centro medico più vicino".