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"Il Don Chisciotte fa ridere. E io mi sento come Kitri"

L'étoile della Scala Nicoletta Manni nel balletto di Nurejev con il marito. "Danzare insieme è divertente, siamo complementari"

"Il Don Chisciotte fa ridere. E io mi sento come Kitri"

Nicoletta Manni esce dalle prove del "Don Chisciotte", il balletto di Rudolf Nurejev con musiche di Ludwig Minkus che sarà alla Scala da oggi al 16 luglio. "È un balletto da vedere e da vivere, perché ha tante sfaccettature: tanta danza ma anche tanto racconto", dice l'étoile, che sarà Kitri, la giovane innamorata di Basilio che fa di tutto pur di coronare il suo sogno d'amore e che è il centro di tutta la vicenda. Manni sarà sul palco oggi, 2 luglio, con il marito Timofej Andrijashenko nel ruolo di Basilio; saranno in scena anche il 7 luglio, serata trasmessa in diretta streaming su LaScala.TV dalle ore 19.45. Il 4 e il 10 luglio toccherà a Alice Mariani e Mattia Semperboni. Nuova partnership, l'8 e il 15 luglio, per Martina Arduino e Claudio Coviello e per Virna Toppi e Nicola Del Freo il 13 luglio. La recita conclusiva del 16 luglio vedrà un debutto nei ruoli protagonisti: in scena sarà la Kitri di Maria Celeste Losa e il Basilio di Navrin Turnbull. L'attesa è grande per la prima.

Nicoletta Manni, qual è la caratteristica principale di Kitri, il suo personaggio?

"Diciamo che la particolarità di questo ruolo è il fatto che è abbinato a una tecnica importante e che la danza è protagonista, ma l'importanza è molto nella vivacità, nell'energia di Kitri che manifesta con tutti i personaggi con cui si interfaccia. È contagiosa, deve essere così".

Il suo debutto in questo ruolo è avvenuto dodici anni fa. Qual è il suo rapporto con il personaggio?

"Ho visto il personaggio per la sua forza e per il fatto che non è la solita protagonista eterea del balletto classico. È una giovane che sa cosa vuole, è forte e indipendente, sfida gli altri e il mondo intorno a lei, pur di stare con Basilio. E poi è ironica".

Rivede se stessa in qualche aspetto di Kitri?

"Mi rivedo nel temperamento, nei sorrisi, nella determinazione, nella forza nel suo essere guida del racconto. Ha grande personalità e tutti godono della sua forza. È un ruolo molto solare, molto bello da interpretare: il palcoscenico prende vita".

Come vive il fatto che il suo Basilio sia Timofej Andrijashenko, suo marito?

"È divertente, perché siamo una coppia nata come partner nel lavoro. Ci unisce anche la parte artistica, siamo molto complementari e questa è anche la nostra forza. Ormai ci sono confidenza e stima reciproca. Dove non arrivo io arriva lui, ci completiamo".

Che sensazione dà volare sul palcoscenico?

"Essere sul palco, a prescindere, per me è una sensazione di libertà, mi sento al posto giusto, dove vorrei essere, in un luogo in cui sono quello che voglio interpretare e raccontare. È un grandissimo privilegio".

Don Chisciotte è il titolo ma non è il vero protagonista.

"Il titolo del Don Chisciotte è il filo narrante ma i personaggi principali sono Kitri e Basilio. Nurejev rispetto al passato ha dato a Basilio un'importanza quasi pari a quella di Kitri, ha aggiunto assoli e parti solistiche alla parte maschile. In questo modo il balletto prende il pubblico per la vivacità, la storia".

Si sente molto anche la componente ironica?

"Sì, Kitri e Basilio pur di sposarsi si travestono, lui fa finta di morire, ci sono momenti che fanno ridere. Il pubblico è partecipe".

Quali sono i passaggi più interessanti dal punto di vista coreografico?

"Don Chisciotte richiede una tecnica virtuosistica molto elevata, ma la cosa più importante è la presenza scenica, altrimenti risulterebbe solo un esercizio di allenamento di danza. Invece il sorriso, lo sguardo, il gioco e il fuoco della personalità di Kitri sono centrali. Il grande pubblico conosce il passo a due del terzo atto, il momento più iconico del balletto, con assoli e i ventitré fouetté che esegue Kitri. In realtà è molto impegnativo in tutti gli atti, Kitri ha un'entrata con molti salti e però allo stesso tempo deve passare non la tecnica e la fatica ma il racconto".

Che cosa accade a Nicoletta Manni durante il sogno di don Chisciotte?

"Il secondo atto è molto alto, molto lirico e Kitri cambia stile, si trasforma in Dulcinea e diventa più eterea e inarrivabile".

C'è un personaggio nella sua carriera in cui si è identificata più che in altri?

"Dipende dal momento, negli anni mi sono riconosciuta in personaggi diversi. Oggi sono Kitri come non lo ero dodici anni fa, perché le esperienze che ho avuto la fortuna di vivere mi hanno portato a cambiare. Interpreto lo stesso personaggio ma in maniera diversa".

Ha vissuto momenti negativi nella preparazione del balletto?

"Momenti brutti no, ci sono punti in cui si fa più fatica e vanno studiati, trovati più di altri. Sono quelli che ti mettono alla prova e ti fanno superare difetti ed errori. La perfezione non esiste. Riuscire ad essere la versione migliore di noi stessi è già un grande risultato".

Lei ha portato il balletto in tournée in molti Paesi. Che differenza c'è con il danzare alla Scala?

"È bello vedere come ogni pubblico reagisce in modo differente".

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