Impressionante, la Beic che prende forma. Siamo alla fermata Porta Vittoria del Passante Ferroviario, lungo viale Molise, un luogo di passaggio per le linee 90 e 91 dove fino a poco tempo fa non si avvertiva la voglia di fermarsi. E invece qui, dopo interminabili lungaggini, sta finalmente nascendo la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura: 30mila mq di superficie.
Caschetto in testa e scarpe chiuse, giriamo nel cantiere dove ieri era previsto il sopralluogo delle commissioni consiliari preposte con l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: "Con la Beic cambia un pezzo di città che prima appariva disgregata. Con questo progetto, con il prospiciente parco 8 Marzo e con la fermata del passante, si traccia una nuova direttrice verso il centro". I tempi: la fine del cantiere è prevista per il 31 dicembre, l'apertura al pubblico nell'aprile del 2027, in coincidenza con le amministrative, su cui Sacchi per ora prudentemente non si sbilancia ("Candidarmi io? Mi pare siano già in tanti"). Certo, la Beic rappresenta l'ultimo e più significativo atto del suo mandato.
A farci da guida nel cantiere dove al momento lavorano un centinaio di operai, ma è previsto un incremento da settembre è Marenza Galullo, volitiva ingegnere edile che ne conosce ogni centimetro. È lei a raccontarci di quando un monumentale platano che sorgeva sull'area è stato espiantato e riposizionato: sarà al centro della futura piazza verde, punteggiata da olmi. La struttura concepita dagli architetti di Onsitestudio è composta da due "vele", ormai ben riconoscibili, con al centro la promenade, la passeggiata coperta che, con una pavimentazione in porfido viola e beola verde, permetterà attraverso oblò sul pavimento di scorgere il "cervellone" della Beic, il deposito robotizzato interrato che conterrà due milioni e mezzo di libri. La Beic sarà infatti una delle biblioteche più avanzate al mondo, in grado di rispondere in pochi minuti alle richieste di prestito. Osserviamo gli spazi del deposito e fanno impressione, lo fanno anche le volumetrie delle "vele". A sinistra c'è quella per i vari dipartimenti (arte, letteratura, scienze sociali, tecnologie) con 180mila volumi a scaffale aperto e 2mila posti a sedere.
In cima ci sono le terrazze da cui, ci assicurano, si gode una vista splendida sulla città. La vela dirimpetto sarà dedicata ai servizi perché, come dice al Giornale la direttrice generale della Fondazione Beic, Maria Dinatolo, "questa non è una semplice biblioteca, ma un luogo di produzione di cultura". Spazio quindi ad aree per il coworking, un bookshop e una caffetteria, per creare una nuova piazza coperta cittadina. Imaginarium sarà lo spazio dedicato ai lettori più piccoli. Camminando tra polvere e travi raggiungiamo il piano interrato, dove è in corso il work in progress dell'auditorium da 300 posti con sedili dotati di aria condizionata incorporata. La Beic, gigante in cemento armato prefabbricato e vetro, è una struttura innovativa anche dal punto di vista dell'efficienza energetica grazie a 600 pannelli fotovoltaici.
Dopo la travagliata gestazione basti ricordare che l'idea risale al 1996, all'epoca era sindaco Marco Formentini bisognerà gestire quest'opera monumentale: ci penserà (anche questa è una novità per una biblioteca) l'omonima Fondazione, presieduta ad interim da Massimo Maria Molla in attesa della nomina del nuovo presidente dopo le dimissioni, avvenute giusto un anno fa, di Giovanni Fosti.