Ecco i pezzi da sogno tra collezionisti e musei

Alcuni esemplari prestigiosi escono dai circuiti commerciali per qualche tempo. Cifre da capogiro e meccanica raffinata

Marisa Addomine

Il panorama del mercato collezionistico orologiero dell'ultimo anno si presenta interessante per molti aspetti. Inutile sottolineare come l'orologeria di alta ed altissima qualità, soprattutto quella da polso, ma non solo, sia forse in questo momento il segmento più forte, scevro da tendenze negative e veramente globale, potendo contare su facoltosi appassionati di tutto il mondo. Un'analisi delle tendenze non può, comunque, prescindere da una discriminazione delle tipologie dell'offerta e del pubblico cui quest'ultima si rivolge. Se i mercati orientali mostrano una predilezione, in senso generale, per pezzi che alla grande meccanica coniugano lo sfarzo estetico, pure non possiamo scordare che l'accesso via rete degli offerenti alle licitazioni di tutto il mondo rende sempre più difficile connotare a livello nazionale i gusti dei compratori. In tal senso, va interpretata la scelta di alcune Case d'Asta di organizzare, preventivamente alla battuta, tour di presentazione internazionale dei top lot, per permettere la visione e l'incontro con gli esperti, avvicinando anche a livello tangibile i pezzi ai potenziali acquirenti. Difficile, per non dire impossibile, eguagliare per importanza e valore di aggiudicazione quello che è stato l'evento clou di novembre 2014, la vendita presso Sotheby's di Ginevra, dello straordinario Patek Philippe Supercomplication noto come Graves, dal nome del collezionista per il quale fu espressamente realizzato nel 1932: con oltre 23 milioni di franchi svizzeri di aggiudicazione, il segnatempo si colloca nell'empireo dell'orologeria come un unicum. Ugualmente. le grandi Case d'Asta hanno licitato negli ultimi dodici mesi una serie di pezzi di grande valore, alcuni dei quali hanno raggiunto o superato la soglia del milione di euro: interessante notare come alcuni di essi siano stati acquisiti da musei, pubblici e privati, e quindi - almeno presumibilmente per un buon numero di anni - siano in qualche modo usciti dal circuito commerciale. Si potrebbe osservare che l'entità numerica di tali lotti ed il loro altissimo costo siano rappresentativi di una fascia di mercato ristrettissima e non significativa: a ciò si può controbattere, evidenziando come le scelte dei top buyer abbiano, al contrario, una ricaduta di tipo psicologico sull'immaginario e sulle scelte degli acquirenti, anche delle fasce con minore potere d'acquisto. I grandi players delle vendite all'incanto in materia di orologi, Christie's, Sotheby's, Antiquorum, Bonhams, Phillips, hanno riconfermato, in gran parte, la predilezione degli appassionati per la pura qualità meccanica, unita a caratteristiche di straordinaria raffinatezza estetica. Il nome che ricorre più frequentemente nelle liste dei top lot è, ça va sans dire, quello di Patek Philippe, anche se la classe, l'unicità e il pedigree hanno garantito anche ad altre Maison eccellenti aggiudicazioni. Tra gli esemplari da sogno, ci piace ricordare lo Sky Moon Tourbillon di Patek Philippe ref. 5002P, in platino, offerto nell'asta Christie's del maggio 2015 e aggiudicato per poco più di un milione di franchi svizzeri. Nel giugno dello scorso anno, un anonimo collezionista asiatico ha acquistato per poco meno di 500.000 euro, sempre presso Christie's, ad Hong Kong, un altro Patek Philippe, il ref 5074 in oro rosa, calendario perpetuo con ripetizione minuti. Phillips, in collaborazione con Bacs & Russo, ha portato alla ribalta, tra gli altri, uno straordinario Rolex, ref. 4113 del 1942, cronografo rattrapante in acciaio, che ha stabilito il nuovo record per la Maison con un'aggiudicazione di oltre due milioni di euro. Luci, poi, sull'orologio da tasca, che aveva sofferto un calo d'interesse negli ultimi anni, con uno eccezionale modello realizzato nel 1817 dalla Maison Breguet et Fils e noto come «Havas», proposto pochi giorni fa da Christie's Ginevra ed aggiudicato a un museo privato: automatico, ripetizione a quarti, calendario, indicatore di riserva di carica ed equazione del tempo. Un capolavoro che ha raggiunto la straordinaria cifra di 3.245.000 franchi svizzeri, diventando il secondo Breguet più caro trattato sul mercato. Ci auguriamo che, grazie ad esso, i collezionisti riscoprano il mondo degli orologi da tasca, che in questo momento può offrire ottime possibilità di investimento, naturalmente puntando sull'unico aspetto che non tradisce mai: la qualità.

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