Ecco perché il titolo 2008 non potrà passare alla Ferrari di Massa

Oltre Manica si gongola. L’extraterrestre piombato in F1 nel 1989 è uscito di scena. Se in Italia si parla del sacrificio di Flavio Briatore per il bene della squadra, in Inghilterra ignorano le sue dichiarazioni, “ho lasciato per il bene della Renault” e brindano perché il manager è stato costretto a ritirarsi con pubblico ludibrio. Almeno così dicono, scrivono e commentano i sudditi motoristici di Sua Maestà che non lo hanno mai amato perché da sempre convinti che anche le corse d’auto fossero loro invenzione. Giubilo britannico a parte, in attesa del processo Fia di lunedì e del nome del sostituto di Briatore (fra i candidati, manager Citroen e l’ex campione Alain Prost, ndr), non resta che rispondere al quesito stampato in fronte a milioni di ferraristi. Ma se Mosley e la Federazione giudicheranno il team francese colpevole, il risultato del Gp di Singapore verrà mantenuto? E il mondiale 2008 resterà di Hamilton o passerà a Massa (lo perse per un punto e a Singapore, prima dell’incidente di Piquet, era primo e in fuga)?
Prima ipotesi -La regola in questione è chiara: il risultato di una gara può cambiare fino ad avvenuta omologazione (a fine novembre dell’anno in cui si è corso, ndr). Per cui, a norma, Alonso resterà 1°, Rosberg 2° ed Hamilton 3°. Massa terminò la corsa in 13ª posizione dopo il pasticcio ai box seguito proprio all’incidente di Piquet (Felipe partì con la pompa di benzina ancora attaccata). Nessun cambiamento, dunque: tanto più che Alonso verrebbe punito per colpe altrui e tanto più che, anche fosse, Hamilton guadagnerebbe due punti in più e chiuderebbe il mondiale sempre davanti a Massa.
Seconda ipotesi - Annullare la corsa. Nel campionato italiano di calcio c’è il precedente dello scudetto 2005, vinto dalla Juve, e poi non assegnato per via di calciopoli. Obiezione? Lo scudetto venne tolto alla Signora in quanto squadra coinvolta nella vicenda. In questo caso, ad essere puniti sarebbero due che non c’entrano: Hamilton e la McLaren.
Terza ipotesi - Fare causa alla Renault per i danni subiti nel 2008. Ma a che pro? Non avrebbe senso per tre motivi: perché non assegna il titolo; perché il presidente Montezemolo, l’altro giorno, ha dettato la linea da seguire: «Massimo rispetto per la Renault». E non solo. Perché sarebbe un boomerang per l’associazione costruttori (Fota) che farebbe molto felice proprio l’uomo che sta dietro l’intera vicenda Piquet-Briatore-Renault: mister Max Mosley.
Piuttosto, Ferrari, Renault, Mercedes e gli altri team Fota potrebbero mettere in difficoltà la Fia. Perché nessuno dei commissari ha avuto sospetti su quell’incidente? Perché le comunicazioni radio - a disposizione già da fine Gp - sono state riascoltate un anno dopo? Perché la Fia, che lavora tanto per la sicurezza, non ha sospettato subito?