Donald Trump non vuole perdere la partita dell’IA contro la Cina, e difende senza indugio la corsa alla tecnologia, parlando di una «malsana cospirazione». Il presidente americano respinge le richieste di regolamentazione mentre cresce la preoccupazione per il fatto che l’intelligenza artificiale possa minacciare l’umanità, afferma che gli Stati Uniti devono mantenere la leadership per superare il Dragone, e critica il capo di Anthropic (azienda creatrice di Claude) Dario Amodei, il quale invoca un rallentamento dello sviluppo, con il sostegno del numero uno di OpenAI, Sam Altman (che Trump ha incontrato in segreto), e di Elon Musk. «L’unico controllo di cui l’IA ha bisogno è un presidente forte e con un quoziente intellettivo elevato, e gli Usa ne hanno uno, eccome», scrive il tycoon sul suo social Truth, sottolineando che «l’amministrazione ha impedito a certi personaggi dell’IA di compiere azioni dannose o potenzialmente tali - come Dario, che ora finge di essere un angioletto perfetto - e continueremo a farlo». Trump ritiene che «disponiamo già di enormi poteri sanzionatori e normativi su queste aziende», è «in atto una cospirazione malata contro l’IA e i data center, e l’unico Paese a rallegrarsene è la Cina». «Chi vince nell’IA vince tutto. Siamo in vantaggio sulla Cina e su tutti gli altri, e continueremo a esserlo. Teorici del complotto state in guardia», continua.
Anche il vicepresidente JD Vance interviene sulla vicenda e attacca le grandi aziende del settore accusandole di volersi insinuare nella regolamentazione dei loro prodotti. «Trovo un po’ singolare il fatto che così tante aziende all’avanguardia nell’IA si rivolgano al governo implorandolo di regolamentarle. Mi dà un po’ l’idea di un cavallo di Troia». L’ex presidente democratico Barack Obama, invece, pensa che i liberal debbano dare la priorità all’elaborazione di un piano per l’intelligenza artificiale, pur senza definirsi né un «accelerazionista» né un «catastrofista». «Se io fossi candidato alla presidenza, sarebbe uno dei punti principali del mio programma. Avrei un progetto chiaro, ne parlerei e direi questo è il nostro piano per la sicurezza, così garantiremo i nostri figli», spiega nel corso di una raccolta fondi. Scettica anche l’Onu: «Tutti i diritti umani sono a rischio a causa del rapido sviluppo dell’IA» secondo l’Alto Commissario per i diritti umani Volker Turk. «L’attuale corsa verso un’IA sempre più potente rappresenta un salto di qualità verso maggiori rischi esistenziali per ogni aspetto della nostra vita».
Da Pechino, il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun critica gli appelli lanciati dai leader dei colossi IA, affermando che «allarmismo, confronto e competizione non faranno altro che ostacolare il processo di governance globale della tecnologia». Mentre il Canada, al contrario, auspica la creazione di un organismo globale per la «stabilità tecnologica» che contribuisca a supervisionare l’intelligenza artificiale e a garantirne la sicurezza, come fa sapere il premier Mark Carney. «È necessario un coordinamento - dice in un’intervista a Bloomberg - In definitiva, avrebbe senso istituire un comitato per la stabilità tecnologica, sul modello del Financial Stability Board». E Re Carlo si prepara a ospitare in Scozia i big dell’IA per discutere di benfici e rischi.
