Alitalia alla Ue: "Non saremo mini"

I vertici: "Il piano di Ita non cambia, decollo il primo luglio". Sale l'allarme stipendi

Alitalia alla Ue: "Non saremo mini"

L'atteggiamento dell'Ue nel negoziato su Alitalia appare sempre più come un caso di ostruzionismo; dai colloqui con il governo italiano, che continuano ad andare a rilento, dipende la strategia della newco Ita, che non può «strappare» direttamente ma solo incalzare gli eventi. Ieri in audizione alla Camera, insieme al presidente Francesco Caio, l'ad di Ita Fabio Lazzerini ha insistito su questo muro di gomma che da Bruxelles rimanda indietro le intenzioni italiane: «Abbiamo avuto una interazione abbastanza intensa con la Commissione Ue, abbiamo mandato 236 risposte ad altrettante domande, e mandato 40 documenti e tra questi anche quello sulle rotte per i prossimi cinque anni, abbiamo sviluppato 14 scenari diversi e fatto 12 meeting con le varie direzioni». Lazzerini ha aggiunto che «è stato fatto tanto e ora si è in una fase di attesa». In realtà c'è anche un lavoro sottotraccia teso a sparigliare le carte, con l'idea di procedere «intanto» con l'acquisizione del ramo aviation da parte di Ita, che verserebbe un anticipo alla terna commissariale per permettere di pagare i dipendenti: anche lo stipendio di aprile è in ritardo e la situazione «è tragica».

Lazzerini ha insistito sul fare presto: la newo doveva partire il 1° aprile, in ogni caso «c'è ancora tempo per intercettare la stagione estiva» e con la Iata «siamo ingaggiati per il lancio il 1° luglio». Ita vorrebbe innanzitutto acquisire la biglietteria di Alitalia anche per dare garanzie a passeggeri e tour operator sull'attività.

Ita non arretra nemmeno sul perimetro della nuova società. «Non sarà una mini compagnia», anche se in aprile hanno volato «37 aerei sui 90 disponibili» a causa della domanda, mentre della debolezza di Alitalia approfittano i concorrenti. L'ad ha ribadito con il plauso dei sindacati - il proprio «no» a qualunque spezzatino: i tre settori aviation, handling e manutenzione dovranno far parte del perimetro della nuova Alitalia. «La premessa del nostro schema di piano non è cambiata rispetto a quello previsto. L'azienda deve mantenere intatto il perimetro delle competenze. Nel settore handling e manutenzione - ha detto Lazzerini - può esserci «l'apporto dei privati per allargare l'area di business di quelle aziende. Tutte le compagnie fanno handling direttamente. Su questo stiamo tenendo duro», come del resto sugli slot di Linate, sui quali ci sono divergenenze di vedute in punta di diritto con il commissario europeo Margrethe Vestager.

Proseguono i contatti di Ita con Air France-Klm e Lufthansa, potenziali partner, mentre si disegna il futuro prossimo, una volta superati gli scogli dell'Ue sul piano industriale. Quest'ultimo dovrebbe ripassare, «rivisto ma non cambiato» dice Ita, dal cda, quindi l'assemblea darebbe corso a un aumento di capitale fino a 3 miliardi (oggi la dotazione in essere è di 20 milioni). A quel punto comincerebbe la vera negoziazione con l'amministrazione straordinaria.

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