Quando si parla di ricchezza si pensa subito a beni di lusso o alle società di intelligenza artificiale, dimenticandoci la centralità della terra. Eppure il terreno rimane il cuore, il vero tesoro italiano. Ieri questo lusso materiale è tornato al centro dell'intresse con il via libera formale della Consob all'Opa volontarie totalitaria su BF, la holding che custodisce il network di Bonifiche Ferraresi. In pratica, i due soci storici del gruppo si uniscono in una operazione congiunta: da un lato c'è Federico Vecchioni (in foto), presidente esecutivo del gruppo, con il suo veicolo Arum; dall'altro c'è l'imprenditore farmaceutico Sergio Dompè, tramite la Dompè Holdings.
I due alleati, che già detengono quasi metà della società divisa in quote speculari, il 24,1% a Vecchioni e il 24,9% a Dompè, hanno messo sul piatto un investimento massimo di 666,2 milioni di euro per rilevare il restante 50,8% del capitale sul mercato, che corrisponde a 133 milioni di azioni. Il prezzo è fissato a 5 euro per azione e la clessidra inizierà a girare l'8 giugno, per poi fermarsi il 3 luglio, con il pagamento previsto per il 10 luglio. Oltre ai numeri però, gli offerenti hanno già sottolineato che non puntano al delisting e anzi si sono già impegnati a ripristinare il flottante qualora le adesioni superassero il 90%. Con l'Opa Vecchioni, da sempre alleato di Coldiretti, prosegue nel rafforzamento della principale società italiana dell'agroalimentare, un settore stimato circa 600 miliardi (circa il 15% del Pil), con l'obiettivo di puntare anche al mercato internazionale, continuando a lavorare in Africa e con sbocchi anche in Sud America ed Eurasia. Dompé invece amplia gli investimenti familiari nelle aziende tecnologiche, perché anche nel lavoro del territorio le tecnologie giocano un ruolo cruciale.
Ieri BF ha chiuso la giornata di Borsa in crescita dello 0,61%, portando il costo delle azioni a 4,96 euro, quindi ancora a sconto rispetto all'offerta. Negli ultimi sei mesi, il titolo ha guadagnato quasi il 16% sul Ftse Mib.
Insomma, dietro l'Opa su BF non c'è soltanto una partita finanziaria, ma l'idea che l'agroalimentare italiano possa tornare al centro perché la terra, oggi più che mai, continua ad avere un grande valore.E probbilmente ne avrà sempre di più di fronte alle grandi strasformazioni dell'economia mondiale