Se c'è un Paese davanti al quale noi italiani dobbiamo alzarci in piedi - esempio di buon governo, tolleranza e gestione delle risorse - pubbliche beh, quello è la Spagna. Culla del più bel socialismo di ieri e di domani.
Un po' meno di oggi, almeno a dare retta a una curiosa Clasificación de imputados en el PSOE, una classifica dei politici con più capi di imputazione nel Partito socialista spagnolo, che gira in rete, aggiornata mese per mese. Si chiama Liga-PSOE. Fino a ieri era in testa Begoña Gómez, moglie di Pedro Sánchez, con sette capi di imputazione (corruzione, riciclaggio, traffico di influenze...). Poi: Isabel Pardo de Vera, ex presidente delle Ferrovie (traffico di influenze, corruzione, appropriazione indebita...); quindi Koldo García Izaguirre (corruzione, riciclaggio...); dopo, l'ex ministro dei Trasporti José Luis Abalos; e, più staccati, Santos Cerdán, ex numero tre del Partito; il fratello del premier Sánchez; e Miguel Ángel Gallardo Miranda, leader del PSOE in Estremadura...
Ieri però c'è stata la remontada di Zapatero, volato subito in testa, indagato per organizzazione criminale, falso e traffico di influenze e al quale sono stati sequestrati gioielli per tre milioni.
Di lui è tornata a girare nel dibattito politico una frase pronunciata al 40º Congresso del PSOE nel 2021: "Essere socialista normalmente significa avere poco ed essere disposti a dare molto". Ecco. È in quell'avverbio, normalmente, che sta tutto il senso morale e politico del socialismo. Quello reale.