Mentre il panorama geopolitico globale continua a generare incertezza, Banca Generali inaugura il 2026 segnando un nuovo punto di svolta nella sua storia operativa. I risultati del primo trimestre, approvati ieri dal consiglio di amministrazione, mostrano un istituto in salute con un utile netto consolidato che nei primi tre mesi dell'anno ha toccato quota 126,4 milioni di euro, segnando un balzo del 14,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. A dare solidità a questo risultato è la natura dei profitti: l'utile ricorrente, ovvero la parte più stabile e strutturale della redditività, è salito a 93,5 milioni (+7,5%), stabilendo il miglior risultato di sempre per questa voce.
Sul fronte commerciale, Banca Generali ha vissuto quella che l'amministratore delegato Gian Maria Mossa (in foto) ha definito "la migliore partenza d'anno di sempre". La raccolta totale ha infatti sfiorato i due miliardi di euro, con un incremento del 28% su base annua. Inoltre, l'istituto conferma l'impegno a "realizzare una raccolta netta complessiva sui livelli d'eccellenza degli ultimi anni, per almeno a 6,5 miliardi" e "si attende che oltre 4 miliardi provengano da assets under investment", ha spiegato l'ad.
Ma il 2026 per la banca non è fatto solo di numeri. L'istituto sta spingendo l'acceleratore sulla diversificazione e sull'innovazione. Il primo punto è legato al capitale umano, dove si registra un forte aumento del reclutamento di professionisti senior, affiancati da giovani talenti per gestire insieme il passaggio generazionale. Proseguono poi i progetti sull'insurbanking con il contributo di Intermonte e l'acquisizione di una società di Etf in Irlanda apre nuove frontiere nell'offerta di un portafoglio internazionale.
In sintesi, sembra che Banca Generali abbia trovato la formula per navigare la complessità dell'ultimo periodo.
Gli ingredienti? Solidità nei fondamentali e flessibilità e flessibilità nel rispondere a una domanda di protezione che non è mai stata così alta.Guardando al futuro, Mossa ha annunciato presenterà il nuovo piano strategico triennale "alla fine della seconda metà dell'anno".