"Cali di fatturato fino all'80%", la denuncia di Confesercenti Immagine e Benessere

Il settore rappresentato da Confesercenti Immagine e Benessere è in ginocchio: l'appello al nuovo governo per gli aiuti alle aziende che rischiano di chiudere

"Cali di fatturato fino all'80%", la denuncia di Confesercenti Immagine e Benessere

I contagi che non diminuiscono e lo spettro dei lockdown che si ripete ciclicamente stanno mettendo in ginocchio il tessuto economico del Paese. Alcune categorie vengono penalizzate più di altre dalle chiusure e tra queste ci sono i centri estetici, che "stanno registrando cali di fatturato, rispetto a prima della pandemia, che si aggirano tra il 60% e l’80%". Sono le parole di Chiara Pengo, Responsabile nazionale estetiste di Confesercenti Immagine e Benessere, che ha lanciato di nuovo l'allarme per la situazione critica del settore. Ora ci si affida al nuovo governo per avere le risposte che non sono mai arrivate con Giuseppe Conte e per avere gli aiuti necessari alla ripartenza.

"Abbiamo fatto tanti investimenti nelle nostre strutture, rispettato regole e protocolli, contingentando i clienti che sono, comunque, notevolmente diminuiti", continua Chiara Pengo, che punta il dito sullo smartworking e sulle zone rosse, che hanno di fatto svuotato le città. Per il settore non c'è solo il problema degli investimenti e del calo dei clienti, perché una delle minacce più gravi è rappresentata dagli operatori irregolari, che hanno continuato l'attività anche in zona rossa e in lockdown, a domicilio e senza fatturare. "Combattiamo sempre più contro operatori irregolari che, in barba a norme e protocolli, svolgono il lavoro a prezzi irrisori, non dovendo pagare tasse, affitti e non avendo costi di personale", accusa Chiara Pengo, difendendo gli operatori che invece si attengono scrupolosamente alle regole e che, per questo motivo, da un anno a questa parte risultano penalizzati.

Fortunatamente qualcosa negli ultimi mesi è cambiato e con la sentenza del Tar del Lazio che ha annullato il dpcm del 14 gennaio 2021 per quanto riguarda le aperture dei centri estetici in zona rossa, le attività hanno potuto continuare a lavorare: "Una sentenza di cui nel prossimo DPCM non si potrà non tenere conto, e che di fatto rende giustizia ad un settore che lavora nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, che opera in maniera contingentata ed in ambienti generalmente singoli e separati, quindi in sicurezza". La notizia è stata accolta con grande soddisfazione dai rappresentanti del settore, "che però deve essere accompagnata da maggiori controlli e misure sempre più severe contro gli abusivi e da indennizzi". Queste sono le parole del presidente nazionale Sebastiano Liso.

Il settore è ora fortemente in crisi: "Ricordiamo che il comparto dell’estetica conta 38 mila attività che, in questi mesi, hanno tentato di resistere nonostante chiusure, affitti, leasing, imposte e tasse locali. Continuare ad assistere ad una riduzione dei margini di guadagno e ad una concorrenza sleale convincerà molte estetiste a chiudere". L'impegno dell'associazione è come sempre massimo: "Come Confesercenti Immagine e Benessere confidiamo che il futuro governo terrà in debita considerazione le nostre proposte economiche a tutela delle categorie che rappresentiamo".

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