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Commerz, Berlino fa ostruzionismo. Ma Unicredit ha pronto un piano B

Il governo tiene le azioni: "Così nessuna fusione"

Commerz, Berlino fa ostruzionismo. Ma Unicredit ha pronto un piano B
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Sale di tono lo scontro tra il governo tedesco e Unicredit. Mentre l'istituto italiano avanza (nella prima fase ha incassato il 12,5% di adesioni alla sua offerta su Commerzbank), ieri Berlino ha fatto sapere al quotidiano Handelsblatt che non venderà la sua quota di oltre il 12% nell'istituto. Questo renderebbe impossibile qualsiasi progetto di delisting dalla Borsa attraverso il cosiddetto squeeze-out: è una sorta di acquisto coatto delle azioni, che scatta qualora l'azionista scalatore arrivi a detenere almeno il 95% del capitale.

I numeri per Unicredit sono sul filo: ad oggi, considerando azioni già detenute, adesioni all'Ops e derivati il gruppo guidato da Andrea Orcel (in foto) avrebbe il 55,69% di Commerz, pari al 58,1% dei diritti di voto. Ma per approvare una fusione secondo la legge tedesca occorre una soglia del 75% dei voti in assemblea straordinaria. Ragione per cui, se il governo rimanesse fermo sulle proprie posizioni, il voto rimarrebbe fortemente incerto e aggrappato all'affluenza.

L'idea di Unicredit, però, sarebbe di non andare a un rischioso scontro finale. Il gruppo italiano, in ogni caso, non ha intenzione di fondere Commerz con Hvb per almeno tre anni, vale a dire il tempo ritenuto necessario per nominare proprie persone in Cda e avviare un piano di efficientamento che renda Commerz uno specchio della controllata Hvb. In questo lasso di tempo, si cercherebbe comunque il consenso con la controparte per poi arrivare alla fusione, necessaria per raggiungere tutte le sinergie possibili. Tra le ipotesi sul tavolo c'è quella di lanciare una seconda Ops, a condizioni non ritenute ostili dal governo, in un secondo momento.

Prima di arrivare a questo momento, però, sarà necessario aspettare il 3 luglio (ultimo giorno del periodo di adesione supplementare all'offerta), anche se i numeri definitivi delle adesioni si conosceranno solo l'8 luglio.

Oggi, alla Ceo Conference di Mediobanca, è atteso nel primo pomeriggio l'intervento di Orcel, che parlerà verosimilmente dell'operazione Commerz e del risiko bancario italiano. Prenderà parola dopo il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, il cui discorso è in programma in mattinata.

Unicredit, dopo la mossa di Intesa su Mps, è possibile che decida di muoversi su Bper o Banco Bpm, entrambe strade difficili, così come quella che porta a Generali. Però Orcel è imprevedibile. Intanto, ieri è stato dichiarato estinto in Consiglio di Stato il ricorso di Unicredit sul Golden Power sul Banco Bpm.

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