Conti correnti, crescono le spese. Ecco cosa sta accadendo

Da una ricerca di Altroconsumo per L’Economia del Corriere della Sera emerge che sono aumentati i costi dei conti correnti di famiglie ed imprese. Previste anche penali sulle giacenze eccedenti rispetto alla soglia dei 50mila o 100mila euro

Conti correnti, crescono le spese. Ecco cosa sta accadendo

Famiglie ed imprese farebbero bene a tenere d’occhio i propri conti correnti per evitare spiacevoli sorprese. Le banche hanno dato il via, infatti, ad una stagione di rincari, con relativo aumento di commissioni, spese di gestione e liquidità oltre una certa soglia.

Da una recente indagine realizzata da L’Economia del Corriere della Sera è emerso che su un campione rappresentativo di 12 banche italiane già cinque istituti hanno iniziato ad applicare una penale sulle giacenze eccedenti rispetto alla soglia dei 50mila o 100mila euro. Non è escluso che presto anche altre banche possano muoversi nella stessa direzione. Ma questa non è l’unica brutta notizia. Perché sono previsti aumenti delle spese e commissioni in altri istituti come Fineco, Ing, Unicredit, Banco Bpm, Mps. Un colpo al risparmio, per di più in un momento di crisi economica diretta conseguenza dell’emergenza sanitaria. Dietro ai rincari ci sarebbero due precise motivazioni: la compensazione dei costi pagati dalle banche alla Bce per la liquidità depositata in eccesso e le novità dell’offerta causata dalla pandemia.

Per di più, come evidenzia un’altra indagine condotta da Altroconsumo per L’Economia, dal 3 febbraio al 22 aprile sono cresciute, anche fino al 48%, le spese dei conti online e, in generale, per le famiglie e i pensionati. Nel caso della fascia di clienti “giovani”, invece, i costi sono scesi o rimasti stabili.

Per chi salgono i costi

In base alla ricerca di Altroconsumo per l’Economia emerge che nel periodo 3 febbraio 2021-19 aprile per le famiglie con operatività media la spesa annua indicativa per i conti correnti online sono salite addirittura del 48% a 43 euro l’anno. Discorso piuttosto simile per i pensionati con uso medio la cui spesa annua media è cresciuta del 22,6% a 38 euro. Tra le banche che hanno incrementato i costi vi sono Iw Bank e illimity che, però, ha aggiunto il servizio versamento contanti. Spese ridotte per Widiba e Banca Sistema.

Le penali sulle giacenze sul conto corrente

Di aumento in aumento. Crescono, infatti, le penali sulle giacenze. Dal primo marzo Unicredit trattiene lo 0,5% ai nuovi clienti (solo imprese), che tengono ferma sul conto una liquidità superiore a 100 mila euro. Operazione analoga è stata condotta da Mps che lo scorso 25 marzo ha fissato un’aliquota simile sui conti delle aziende per depositi infruttiferi da un milione di euro in su. Bnl ha introdotto nuove spese forfettarie per la gestione della liquidità, pari a 400 euro ogni 100mila euro di giacenza liquida media, fino a un massimo di 4mila euro per ogni milione di cash. A luglio Banco Bpm colpirà la liquidità delle imprese sopra i 100mila euro. Si muove in direzione opposta la mobile bank tedesca N26, la prima in Italia a introdurre un tasso negativo dello 0,5% per i privati, sopra i 50mila euro. Poi c’è il "caso" Fineco. La banca, con una lettera inviata il 18 marzo ai suoi clienti, ha annunciato che verranno chiusi conti dei clienti che nei tre mesi precedenti hanno registrato un saldo medio di liquidità superiore a 100mila euro, in assenza di finanziamenti o investimenti.

I giovani

Leggermente diverso il discorso per Iw Bank, un tempo di Ubi e che dopo la fusione del gruppo con Intesa Sanpaolo è diventata una società d’intermediazione mobiliare per la consulenza finanziaria in capo a Isp. Le spese per i conti correnti aumentano seppure in misura minore. Prendendo in considerazione Conto Più 365, e togliendo Iw Bank dal calcolo, l’aumento medio risulta essere del +24% a 36 euro per le famiglie e del +6,5% a 33 euro per i pensionati. Riguardo i conti tradizionali, il costo medio annuo per il profilo di famiglie considerato è cresciuto del 3% a 140 euro mentre per i pensionati del 2,4% a 130 euro.
Per i giovani, bacino considerato molto importante, il prezzo medio è rimasto invariato online, mentre calato del 15% senza Iw Bank. Per quanto riguarda questa fascia la più conveniente è la tedesca N26. Il prezzo medio è calato dell’1,4%, a 69 euro, in quelli tradizionali, dove Intesa San Paolo ha azzerato l’Icc.

Le novità in arrivo

Unicredit ha annunciato rincari del canone fino al 33% mentre Mps "sta valutando interventi che permettano di riequilibrare gli effetti del Dfr", il tasso che la Bce paga alle banche. Previsto che il canone per i privati in Fineco salga del 76% (da 3,95 a 6,96 euro al mese ma azzerabile con alcuni prodotti) e in Ing che passerà da 0 a 6-18 euro l’anno. Bnl ha aumentato da gennaio le spese di liquidazione periodica: 1,25 euro in più al mese per i conti aperti prima del 2017 dai privati, prima del settembre 2019 per le imprese. Ma brutte notizie anche da Poste che hanno annunciato di aver abolito il trading online e che introdurranno dei limiti per i bonifici online. Cambiano i nomi delle nuove commissioni sui pagamenti digitali PagoPa e CBill. In Unicredit ora si chiamano "pagamenti eBilling": fino a 2,5 euro ma la banca sostiene 1,50 euro.

No costi per le super giacenze

Diversi istituti di credito come Intesa Sanpaolo, Widiba, Ing, CheBanca!, Banca Sella e Poste Italiane, non sono intervenuti sulle giacenze. Fineco ha azzerato tutte le commissioni legate all’operatività sui titoli di Stato italiani, in modo da favorire l’investimento della liquidità in eccesso, senza costi.

Gli effetti sulle banche dei tassi negativi della Bce

Gli aumenti dei costi sono legati in modo diretto ai tassi negativi della Bce. "Gli istituti bancari pagano lo 0,5% per la liquidità depositata presso la Banca centrale europea in eccesso rispetto alle riserve obbligatorie. Le condizioni di mercato non aiutano, perché la tesoreria viene investita, tipicamente, in titoli di Stato, per evitare rischi eccessivi. E i rendimenti nella zona euro sono in larga parte negativi", ha spiegato Christian Carrese, analista di Intermonte Sim. In pratica il tasso sui depositi ha spinto verso in giù l’Euribor, usato dalle banche nelle operazioni di rifinanziamento, rendendo più onerosa la gestione della liquidità.

Il costo per la liquidità parcheggiata

Gli istituti di credito devono contribuire a finanziare il Fondo interbancario di tutela dei depositi, che interviene in caso di dissesto per rimborsare i depositanti con giacenze fino a 100mila euro. Entro il 2024 sono tenute a versare lo 0,8% dei depositi totali coperti, quelli fino a 100 mila euro. Maggiore è il saldo della liquidità parcheggiata dai clienti sotto i 100mila euro, più la banca deve pagare.

La liquidità eccessiva

Molti vogliono tenere in soldi parcheggiati sui conti correnti per non rischiare. Eppure anche qiuesta soluzione comporta dei problemi. Avere troppo cash sul conto è un errore perché a lungo andare la somma viene erosa dall’inflazione.

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