Economia

Der Spiegel: "La Bce ha preparato piano per il Grexit"

I greci trasferiscono un miliardo al giorno all'estero, ma il Fondo Monetario ritiene "sostenibile" la fuoriuscita di Atene dalla moneta unica. Ecco il piano segreto della Bce per attutire il colpo

Der Spiegel: "La Bce ha preparato piano per il Grexit"

La Bce si prepara alla possibile uscita di Atene dall’euro. È quanto rivela l’edizione online del settimanale tedesco Der Spiegel, spiegando che, mentre l’Eurogruppo sta per avviare i lavori sulla crisi greca, team di lavoro dell’Eurotower stanno conducendo simulazioni interne sulle conseguenze di una "Grexit" dall’unione monetaria e, soprattutto, su come evitare che effetti di contagio mettano in pericolo il resto dell’area. Dalla Bce giunge un "no comment" sulle indiscrezioni del settimanale. Secondo Der Spiegel, la Banca centrale starebbe insistendo da tempo perchè le autorità elleniche introducano controlli sui capitali, fermando il massiccio deflusso di fondi dal Paese. Come sottolinea il quotidiano Der Spiegel, un portavoce della Bce ha rinviato a questo riguardo a quanto già precisato ieri dalla stessa Bce, e cioè che "in sede di Consiglio non ci sono state discussioni sull’introduzione di controlli sui capitali e qualsiasi notizia su questo tema è da ritenersi non corretta". Da settimane i greci stanno ritirando forti somme in contanti dalle banche locali e con un sistema di controlli sui capitali si potrebbero introdurre limiti ai prelievi quotidiani e ai bonifici verso l’estero.

Ma a quanto pare un ribaltone che possa portare la Grecia fuori dall'Euro viene ritenuto probabile anche dal Fondo Monetario Internazionale. Per gli esperti Fmi un’uscita della Grecia dall’euro sarebbe gestibile per il resto dell’area monetaria. E sempre secondo qunato racconta l'edizione online del giornale tedesco, gli europei sarebbero riusciti negli ultimi anni a costruire barriere abbastanza solide da impedire il contagio della crisi ad altri Paesi. E a quanto pare gli stessi cittadini greci stanno correndo ai ripari trasferendo ogni giorno un miliardo all’estero.

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