Domani la relazione del Copasir: i piani francesi che il governo non vede

Urso: "Serve una classe dirigente che abbia a cuore l'interesse nazionale". Al via la scuola di formazione Formarsi Nazione

Domani la relazione del Copasir: i piani francesi che il governo non vede

Dai porti, alle infrastrutture (materiali e immateriali), passando per le banche e le assicurazioni, l'Italia è priva di una politica di interesse nazionale, denuncia Adolfo Urso, senatore di Fratelli d'Italia e promotore della Fondazione Fare Futuro che, da questa settimana, ha avviato la nuova stagione della scuola di formazione Formarsi Nazione. Obiettivo: creare una classe dirigente, privata e pubblica, che abbia a cuore l'interesse nazionale. Un tema che farà da fil rouge agli incontri che, fino a maggio e con cadenza bi-settimanale, comporranno il corso. Ma che sarà anche il cuore dell'analisi di cui il Copasir, di cui Urso è vicepresidente, si sta occupando.

Il Covid - spiega Urso nel corso delle sua prima video lezione ha accelerato tendenze in atto e il mondo oggi ha nuovi confini-non confini. L'Italia, dunque, ha il dovere di tutelare i propri interessi con una politica mirata e attenta. Il riferimento è a una serie di dossier sui quali, secondo Urso, il governo ha lasciato (e sta lasciando) che prevalgano altri interessi extra nazionali, in particolare quelli francesi. Urso cita il dossier Borsa Italiana, finita nell'orbita di Euronext, l'ipotesi di una fusione tra Bpm e Agricole, di una fusione tra Unicredit (che ha un ad francese) con Mps. Ma anche le mosse che riguardano la delicata governance di Mediobanca e Generali, sempre nel mirino di Parigi. Tra le infrastrutture, i porti che sono obiettivo di investitori cinesi e il dossier Autostrade, con i fondi stranieri in pole position per farsi avanti.

Una serie di nervi scoperti per i quali sarebbe necessaria una politica nazionale di salvaguardia mirata spiega Urso. La golden power allargata, infatti, non basta. L'analisi che il Copasir produrrà domani al governo suggerirà che si mettano in campo nuovi strumenti e si tuteli la stabilità finanziaria e i flussi creditizi per il sistema produttivo italiano.

In particolare, secondo Urso, sono inoltre maturi i tempi per la nascita di una sorta di fondo sovrano nazionale che si potrebbe sviluppare a partire da Patrimonio Rilancio realizzato da Cdp per sostenere le imprese italiane. È il momento di una presenza attiva e strategica con Cdp e con una rinnovata mission delle Fondazioni bancarie ha concluso. Un tema sostenuto anche da Sestino Giacomoni (Fi), Presidente della Commissione di vigilanza su Cdp: Dovremmo anche noi creare un fondo sovrano, gestito da Cdp, con l'aiuto di tutte le società di gestione del risparmio italiane, in cui far confluire, attraverso agevolazioni fiscali, parte del risparmio delle famiglie, dei fondi pensione, delle casse di previdenza, gli immobili pubblici, il patrimonio architettonico, artistico e culturale, le partecipazioni azionarie".

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