L'Italia chiude per recessione

Con l'Italia tecnicamente in recessione la coppia Di Maio & Salvini sostiene la necessità della chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali nel giorno di domenica. Per puro spirito ideologico e nessuna aderenza alla realtà. Mario Resca, presidente di Comfinprese, in tutte le sedi manifesta la sua preoccupazione. Ritiene, a ragione, un danno enorme per la nostra economia la chiusura domenicale di centri commerciali e negozi in quanto ne azzererebbe del 20% il fatturato settimanale. Per non parlare dell'indotto. Recessione dei consumi in un Paese drammaticamente in recessione.

Possiamo permettercelo? Un Governo avveduto non l'avrebbe neppure ipotizzata una decisione così anti storica e penalizzante per tutti: imprese, lavoratori, consumatori. Ma siccome di cose insensate questo esecutivo ne ha prodotte in misura sovrabbondante ormai non mi stupisco più. Una continua commedia dell'assurdo che in questo caso raggiunge vette difficilmente eguagliabili. Il paradosso ha del clamoroso: con il Reddito di Cittadinanza si paga chi non lavora e si vuole impedire a chi vuole lavorare di farlo.

Io sono per la libertà in tutti i sensi. E quindi anche per la libertà di impresa. Negarla con una misura restrittiva è da Paesi centralisti in odore di pensiero unico. Se ci sono problemi di eccessivo carico di lavoro per le maestranze questi vanno affrontati e risolti con realismo. Buttare via il bambino con l'acqua sporca è sempre sconveniente. Elementare regola di vita, sacrosanta dal punto di vista economico. E alla Chiesa dico con il massimo di rispetto: ognuno faccia il suo mestiere. Il lavoratore praticante ha tante opportunità per usufruire della Messa domenicale. La sua millenaria saggezza dovrebbe suggerire prudenza e buon senso. Non si accodi a visioni estremistiche che hanno in dispregio il bene comune. Come il lavoro e la libertà di fare impresa.

www.pompeolocatelli.it

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Commenti

Marguerite

Mar, 26/02/2019 - 18:54

GOVERNO DI PAGLIACCI !!!!!

rokko

Gio, 28/02/2019 - 07:01

Scusi, Locatelli, ma cosa gliene frega a questo governo del pil? Se fosse una priorità, non avremmo tav e grandi opere bloccate, trivellazioni bloccate, ecotasse, decreti dignità, quote 100, redditi di cittadinanza, ed altri ammenicoli vari. Per ora, è sufficiente che si respinga un barcone al mese, e si tira avanti. Nel medio termine, quando saremo morti e dovremo partire noi con i barconi per l'Africa, allora forse l'economia diventerà una priorità, ma sarà troppo tardi.