Mondadori prima, Cairo in crescita

Segrate svetta per ricavi. Ma dal 2011 il settore ha perso 2 miliardi

Cala il fatturato dell'editoria in Italia. Il dato non è nuovo ma le cifre elaborate da uno studio di R&S Mediobanca dimostrano l'ampiezza del fenomeno. La contrazione dei ricavi aggregati dei primi nove gruppi italiani nel 2015 è stata del 32,6% rispetto al 2011, accumulando perdite nette per 2,05 miliardi di euro. Mediobanca conferma la leadership di Mondadori (con 1,3 miliardi di ricavi includendo l'area Libri rilevata da Rcs), sottolineando la maggiore concentrazione del mercato dopo le operazioni Espresso-Itedi (ancora in attesa di ok Antitrust) e Rcs-Cairo (quest'ultima consolida dal 1 settembre il gruppo Rizzoli). Ai primi tre gruppi italiani fa capo l'82% del giro d'affari complessivo. Sia in riferimento ai ricavi sia ai risultati netti, l'analisi elaborata da Piazzetta Cuccia segnala un biennio 2012-13 decisamente peggiore per il settore (1,4 miliardi di ricavi persi e un rosso nei conti per 1,4 miliardi) e un biennio 2014-15 in cui la flessione è stata limitata a 400 milioni di giro d'affari e a un risultato netto negativo per 360 milioni circa.

Nell'intero quinquennio spiccano le performance di Cairo Editore (42 milioni di utili cumulati pari all'8,5% del fatturato) e de L'Espresso (112 milioni pari al 3%), mentre Rcs Mediagroup ha totalizzato 1,3 miliardi di perdite (64% dovuto a svalutazioni su testate editoriali e avviamenti).

Per quanto riguarda gli altri big del settore, 296 milioni di rosso cumulato per Mondadori, 224 per Caltagirone, 164 milioni per Il Sole 24 Ore, 67 milioni per Class e 28 milioni per Monrif. Nel periodo 2011-15, i principali quotidiani italiani - stando ai dati Ads rielaborati da R&S - hanno perso un milione e mezzo di copie giornaliere portando la diffusione a 2,9 milioni (-33%). In contrazione anche i dipendenti per oltre 4.500 unità nel quinquennio 2011-2015 (pari al 25% circa del totale) e realizzato un contenimento del 23% del costo del lavoro nello stesso periodo. Le uscite più consistenti sono avvenute in Rcs (2.200, di cui 600 in Francia) e ne Il Sole 24 Ore (726, di cui 436 relativi al ramo software ceduto nel 2014) mentre Cairo Editore è stato l'unico a riportare un incremento degli organici (+13,7%). La riduzione degli addetti ha riguardato sopratutto operai (-36%) e impiegati (-30%) mentre i giornalisti hanno perso 11,5% della forza lavoro.

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