Nel mercato c'è ancora posto per tutti

Mondadori amplia la propria quota di mercato librario giungendo al 40% del totale

Dunque l'affare è fatto: Mondadori ha acquisito la divisione Libri di Rcs. Il gruppo Rcs incassa il denaro necessario per fare fronte a una difficile situazione finanziaria. Ma ora, dicono alcuni critici (anche e forse soprattutto nei corridoi di Rcs) dovrà mettere mano a una ristrutturazione per non trovarsi nella stessa situazione tra qualche mese. Mondadori invece amplia la propria quota di mercato librario giungendo al 40% del totale. L'operazione, a questo punto, dovrà essere valutata dall'Antitrust nelle prossime settimane. A parte le questioni di soldi, sicuramente centrali, la giornata di ieri resterà nella storia della editoria italiana. L'importanza del passaggio è evidente, qualunque giudizio se ne voglia dare. Tutti si chiedono quali saranno le ripercussioni, quali altri sommovimenti potrebbero seguire, quali saranno le strategie del colosso di Segrate. Una cosa è sicura. Le concentrazioni editoriali non sono una novità del momento, anzi, sono una tendenza consolidata in tutto il mondo. Dal momento che le aziende italiane si muovono in un contesto globale, Mondadori ora è attrezzata meglio per competere, anche se resta tre volte più piccola di Hachette, per stare in Europa. Ma torniamo in Italia. Le paure di chi teme un monopolio o l'omologazione non sembrano giustificate. Per quanto riguarda il secondo punto, basta guardare alle acquisizioni passate: la politica di Segrate è stata di rispettare l'autonomia dei marchi (vedi Einaudi, a esempio). Naturalmente Mondadori potrà trattare da una posizione migliore con i suoi interlocutori, dalle mega librerie on line agli agenti dei grandi autori. Tuttavia la formula del bestseller non è stata ancora inventata, e nell'editoria libraria il successo non è direttamente proporzionale alla grandezza dei marchi. Insomma, c'è ancora spazio per tutti. E magari la presenza di Mondadori potrà spingere alcuni editori «piccoli» (solo per dimensioni) a rendere ancora più affilata la propria offerta. Sono comunque prevedibili mugugni contro l'acquisizione. All'annuncio delle trattative abbiamo assistito al solito appello degli intellettuali (poco convinto) e addirittura a un intervento fuori luogo del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Ieri sera in Rete già si agitava lo spettro della “dittatura editoriale”. Ma qui entriamo in un campo diverso: quello della politica e dell'anti-berlusconismo più o meno militante. Se Rizzoli avesse comprato Mondadori, nessuno troverebbe qualcosa da obiettare.