Il nuovo Codice della Strada si prepara a introdurre nel nostro Paese il concetto di corsia virtuale, finalizzato ad agevolare il passaggio dei mezzi a due ruote tra le auto in casi di traffico particolarmente congestionato.
Con questa introduzione regolamentare prevista all’articolo 51 dello schema di decreto legislativo di riforma del CdS, sarà quindi possibile, in determinate circostanze, dire addio alle pericolose gimkane tra specchietti retrovisori, ai sorpassi millimetrici e all’ansia da semaforo: saranno i conducenti dei mezzi a quattro ruote, pena il pagamento di una multa e la perdita di punti dalla patente, a dover agevolare il sorpasso di moto e ciclomotori creando un apposito varco.
“In situazioni di traffico congestionato la disposizione ha lo scopo di favorire la circolazione di motocicli, ciclomotori e mezzi di soccorso che, diversamente, sarebbero costretti a fermarsi o a fare zig zag in mezzo al traffico creando ulteriore intralcio o pericolo”, spiega la relazione. Allo stato attuale, questa condizione non prevede l’applicazione di nessuna alternativa: il motociclista in coda doveva arrangiarsi, tollerato ma privo di tutele, mentre l’automobilista non ha alcun obbligo di agevolarne il transito.
I veicoli che occupano la corsia più a sinistra devono accostarsi il più possibile al margine sinistro, quelli sulla corsia più a destra sono chiamati a stringersi verso il margine destro: il risultato è la creazione automatica di un corridoio centrale “pulito”. Una soluzione che richiama i corridoi d’emergenza (Rettungsgasse) già collaudati con successo in Germania e Austria per autostrade e arterie a scorrimento, ma in questo caso applicati anche al contesto metropolitano.
La misura non troverà applicazione ovunque. Il legislatore ha voluto circoscriverla ai contesti in cui la conformazione stradale lo rende sicuro e necessario:
- Dove: la regola scatta esclusivamente sulle strade urbane a carreggiate separate, ossia quelle grandi arterie di scorrimento in cui i flussi contrapposti sono divisi da uno spartitraffico fisico e sono presenti più corsie per senso di marcia;
- Quando: l’obbligo si attiva unicamente in presenza di blocco totale della circolazione o di marcia a “bassissima velocità” dovuta a ingorghi. In condizioni di scorrimento normale, ciascun veicolo deve rigorosamente mantenere il centro della propria corsia;
- Chi beneficia del corridoio: il varco, si legge nella relazione, nasce per “creare uno spazio sufficiente per il transito dei motocicli, dei ciclomotori a due ruote e, se lo spazio lo consente, dei veicoli di polizia, di soccorso ed antincendio, anche se non impegnati in urgenti servizi d’istituto”.
Non rispettare questa nuova direttiva comporterà, per i trasgressori, il rischio di pagare una multa da 80 a 320 euro e di perdere 2 punti della patente di guida.
Tra le novità introdotte sempre all’articolo 51, per la precisione al comma 12, c’è anche quella che apre ai conducenti di mezzi a due ruote la possibilità di utilizzare le corsie di emergenza in autostrada. La disposizione eccezionale consentirà a questi ultimi di percorrere la corsia in genere riservata ai mezzi di soccorso o ai casi di guasti meccanici in situazioni di “ingorgo, di formazione di code o di rallentamenti” e “se si muovono a bassa velocità”.
Si tratta di una misura pensata per alleggerire la pressione sui flussi autostradali e ridurre il rischio di tamponamenti a catena che spesso coinvolgono i motociclisti incolonnati dietro ai tir. C’è però una condizione imprescindibile posta dalla nuova norma: il conducente a due ruote deve mantenere uno stato di attenzione costante, pronto a cedere immediatamente il passo qualora sopraggiunga un mezzo di soccorso reale come un’auto medica o un’ambulanza a sirene spiegate.