La pubblica amministrazione si fa beffa degli imprenditori: solo il 61% comunica i debiti

La Cgia smaschera le Pa: "Segnalati solo 31 miliardi di debiti. Una cifra irrisoria e lontana anni luce dai 120 miliardi reali"

La pubblica amministrazione ha sempre messo a tacere il reale debito contratto con le piccole e medie imprese con cui quotidianamente collabora. Ma la vera beffa si è consumata quando gli enti locali ha provato a "regolarizzare". Pur essendo passati più di due mesi dalla scadenza prevista dalla legge, solo 13.500 amministrazioni pubbliche italiane, pari a poco più del 61 per cento del totale, hanno comunicato al ministro dell’Economia l’ammontare del debito contratto con le imprese italiane al 31 dicembre del 2012. Una cifra che si aggira intorno ai 3,1 miliardi di euro. "Una cifra irrisoria e lontana anni luce dai 91 miliardi indicati dalla Banca d’Italia o dai 120 miliardi stimati dalla Cgia di Mestre", commenta il segretario Giuseppe Bortolussi.

Elaborando un'interrogazione parlamentare, la Cgia di Mestre ha fatto i conti in tasca alle amministrazioni locali e ha smascherato il bluff del pagamento dei debiti contratti con le imprese. "Se è inqualificabile che 8.500 Amministrazioni, pari a poco meno del 39% del totale, non abbiano ancora segnalato l’ammontare dei propri debiti - spiega Bortolussi - è quantomeno singolare che dalle realtà che hanno trasmesso i dati emerga un importo complessivo di soli 3,1 miliardi di euro". delle due una: "O ad aver comunicato al ministero sono stati solo quei soggetti pubblici che hanno maturato importi debitori contenutissimi oppure ne hanno segnalato solo una parte, poiché non sono in grado di quantificare in maniera esatta l’importo che devono ai propri creditori". Comunque sia, mentre le imprese attendono di essere pagate e sono sempre più a corto di liquidità, una parte importante della pubblica amministrazione sfugge alle proprie responsabilità in maniera del tutto ingiustificabile.

Quanto allo stato di avanzamento dei pagamenti, gli artigiani di Mestre segnalano come, a fronte di 27,21 miliardi di euro stanziati per l’anno in corso lo scorso 28 ottobre, sono stati erogati 13,82 miliardi di pagamenti. In buona sostanza, l’incidenza dei pagamenti effettuati sul totale delle risorse stanziate è pari al 50,8%. In ogni caso Bortolussi riconosce sia al governo Monti sia all’eecutivo guidato dal premier Enrico Letta di "aver capito che lo sblocco dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione costituisce una priorità per rimettere in moto l’economia del Paese". Secondo la Cgia è "verosimile" che i debiti della Pubblica amministrazione italiana nei confronti delle imprese ammontino a circa 120 miliardi di euro. Cifra di un terzo superiore ai 91 miliardi indicati da Bankitalia. "Si tratta di una foto scattata il 31 dicembre 2011, praticamente quasi due anni fa - conclude Bortolussi - nella quale non sono comprese le aziende con meno di 20 addetti che, ricordo, costituiscono il 98% del totale delle imprese italiane. In questa ricerca, inoltre, non sono state coinvolte le imprese che operano nei settori della sanità e dei servizi sociali che, storicamente, sono quelle dove si annidano i ritardi di pagamento più eclatanti. Alla luce di questi elementi, riteniamo che l’ammontare dei debiti scaduti stimato dalla Banca d’Italia sia sottodimensionato di circa 30 miliardi di euro".

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